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Battisti: «Non sono bulli, sono criminali»

Battisti: «Non sono bulli, sono criminali»

Il pm Santangelo: «Le vittime non hanno parlato per paura». L’appello della polizia: «Genitori vigilate»

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REGGIO EMILIA. «Un fenomeno sommerso, preoccupante per proporzioni ed escalation di violenza». Così descrive la violenza sui minori il dirigente della squadra mobile della questura di Reggio, Guglielmo Battisti, che insieme al pm Claudio Santangelo ha elogiato il lavoro svolto dalla Sezione antirapina. La banda individuata – e non ancora stroncata nella sua interezza – si è caratterizzata per la spavalderia e ha «segnato e traumatizzato le vittime, in un’età delicata: un minore ha smesso di andare a scuola, un altro ha cambiato le sue abitudini quotidiane per timore di incontrare la gang». Vittime che spesso hanno taciuto per paura. «Nel corso dell’indagine ci siamo avvalsi anche di tabulati e strumenti tecnologici, ma il cardine è stato soprattutto l’ascolto delle persone offese, che una volta interpellate hanno dato fiducia alla polizia», ha detto il pm Santangelo.

Man mano che l’indagine proseguiva, è stata scoperchiata una realtà ben maggiore di quanto gli investigatori si aspettassero. «I minori presi di mira non si sono confidati con nessuno o solo con amici – ha concluso Battisti – Perciò rivolgiamo un appello ai genitori: osservate i vostri figli, invitateli a confidarsi e soprattutto, nel caso abbiano subìto violenze, sporgete sempre denuncia». Infine la sottolineatura: «Non definiamoli bulli, sono criminali che si sono macchiati di reati gravi. Se non ne diventeranno consapevoli, il percorso rieducativo potrebbe essere compromesso». (am.p.)



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