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«Nessuno le vorrebbe vicino a casa»

«Nessuno le vorrebbe vicino a casa»

I cittadini intimoriti dalle onde elettromagnetiche ma non si rinuncia al telefono

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REGGIO EMILIA. Abbiamo raccolto sul posto diverse testimonianze che evidenziano le preoccupazioni della maggior parte dei residenti e frequentanti la zona incriminata.

Mario Mazzuoli è sotto i portici dove si affacciano numerose attività commerciali, proprio di fronte al luogo in cui sorgerà la nuova stazione Wind: «Sono quelle cose – commenta – che nessuno vorrebbe vicino a casa propria».

Magari farebbe comodo riuscire ad avere maggior segnale con il telefonino, ma a nessuno piacerebbe mettere a rischio la propria salute.

Anna Palermo, la titolare di una delle attività commerciali, non ha dubbi: «Sono in ogni caso contraria a questo tipo di installazioni vicine a zone altamente frequentate». Troviamo anche qualche voce fuori dal coro, come quella di Maurizio Fangano, che ammette di essere favorevole all’installazione dell’antenna: «Da cliente Wind vorrei che il mio telefonino prendesse meglio, infatti dentro il mio negozio a volte perde il segnale». E allo stesso modo replica un suo cliente, Alfonso Carotenuto: «Ognuno di noi ha il telefonino con sé, anche quello fa male, però nessuno rinuncia a portarlo sempre con sé e a tenerlo vicino». In effetti viviamo immersi nelle onde elettromagnetiche e siamo sempre al cellulare, indisponibili a rinunciare ai suoi servigi.

Proprio per questo, tuttavia, occorrerebbe anzitutto applicare un criterio di prudenza, trattandosi di un’antenna di 33 metri vicina, troppo vicina, a soggetti più deboli come anziani e soprattutto bambini. A questo proposito incontriamo subito dopo un altro cliente, Davide D’Albero, proveniente da zone più distanti che, messo al corrente di quello che sta accadendo in quel quartiere, sottolinea: «Se è vero che quelle onde elettromagnetiche potrebbero minare la salute, sono assolutamente contrario a un’installazione così vicina a un centro altamente frequentato».

Ci addentriamo nel parco pubblico proprio davanti al cantiere e osserviamo una famiglia che si appresta a stendersi per un picnic sull’erba, approfittando della bella giornata di sole.

Victoria Carp è fra due ragazzini che scherzano sul loro cognome che è lo stesso della nonna: «Lavoro al centro diurno e mi farebbe comodo avere l’antenna vicino, visto che ho wind come operatore».

Ma pensando agli eventuali, possibili rischi per la salute sua, ma anche dei suoi nipotini, data dalla vicinanza delle onde elettromagnetiche, cambia subito opinione.

Riusciamo anche a percepire la rabbia dei residenti che abitano più vicino alla nuova costruzione, infatti proprio dall’ingresso della palazzina posta dietro al centro diurno, Marisa Salsi ci fa sapere che «qui non la vorrebbe nessuno».

Nei dintorni del parco, dove una frequentata pista ciclabile lo attraversa, Michele Coratella con tono un po’ rassegnato commenta che «purtroppo, protesta o no, la faranno comunque, così come hanno fatto a poca distanza da qui con l’antenna di un altro operatore telefonico». Luca Spoletini si dice assolutamente contrario, anche se non abita in zona, ma occasionalmente si trova a passeggiare in quel parco con un amico.

Infine, nei pressi del centro sociale troviamo una postazione della Croce Verde, dalla quale l’operatore Renato Canova ci racconta che «tempo fa l’ex sindaco, nella stessa zona, non ha permesso la costruzione di un’antenna dello stesso genere».

La rabbia è probabilmente alimentata dal doversi muovere a lavori già iniziati. Forse si tratta di una corsa disperata contro il tempo, ma il problema non è solo del quartiere – questo il sentire comune – è di tutti i cittadini, perché questo modo di operare da parte dell’amministrazione non si consolidi, senza che nessuno sollevi obiezioni. (a.t.)



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