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Niente violenza sessuale ma condannato a tre anni

di Miriam Figliuolo
Niente violenza sessuale ma condannato a tre anni

Boretto: il 39enne viene assolto dall’accusa di stupro e sequestro di persona La pena è per i reati di lesioni e stalking. Pronta la richiesta di scarcerazione

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BORETTO. Esce pulito dalle accuse più pesanti, quelle per la violenza sessuale e il sequestro di persona, ai danni della ex fidanzata. Parliamo del 39enne alla sbarra per episodi risalenti al 2016.

Ieri per lui in tribunale a Reggio Emilia, dopo due ore di camera di consiglio, la sentenza è stata una parziale vittoria dal momento che, alla fine, il collegio, presieduto dal giudice Simone Medioli Devoto, lo ha ritenuto innocente per i fatti più gravi, che gli erano stati contestati.

Mentre lo ha condannato per le lesioni e lo stalking per i quali del resto, erano arrivate da lui stesso, parziali ammissioni.

In tutto la condanna è a tre anni, di cui un anno e mezzo circa, già scontato. Ora l’uomo resta in carcere, ma la difesa, sostenuta dai legali Alessandra Bonini del foro reggiano e Michele Villani del foro di Parma, ha già in programma di procedere con la richiesta della scarcerazione e delle misure alternative.

La richiesta da parte del pubblico ministero Maria Rita Pantani, che durante l’ interrogatorio ad alta tensione del 30 maggio aveva sottoposto l’imputato a un fuoco di fila di domande, era di otto anni.

Tuttavia il tribunale alla fine ha deciso per una sentenza molto più mite.

A pesare, a detta della difesa, è stata la credibilità dell’imputato, emersa dall’atteggiamento mantenuto durante tutto il processo e dalle dichiarazioni raccolte dai testi che sono sfilati davanti al collegio giudicante. Diversi quelli chiamati dalla difesa, di cui l’ultimo, sentito proprio ieri, giornata conclusiva del processo, In aula, in una delle udienze precedenti, si era svolto anche l’interrogatorio della vittima di 31 anni, protetta da un séparé, richiesto per non incrociare lo sguardo dell’imputato. La donna non si era costituita parte civile.

Tra i testimoni era stato chiamato dall’accusa anche il maresciallo dei carabinieri che allora guidava la stazione locale di Boretto, Nicola Fusella, dal giugno scorso trasferito all’Aquila.

Il processo a carico del 39enne era iniziato il 20 dicembre 2017, proprio con la testimonianza della vittima, durata oltre 2 ore in cui raccontava nei dettagli la presunta violenza sessuale subita il 27 ottobre 2016. La 31enne aveva detto di trovarsi in casa del fidanzato che, dopo una lite, l’aveva trascinata in camera da letto, aveva chiuso la porta a chiave e poi l’aveva violentata. Proprio questo episodio non è stato giudicato credibile dai giudici.

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