«Non sosteniamo alcun partito c’interessa solo il punto nascite»
CASTELNOVO MONTI . Intervengono per ribadire la propria posizione apolitica i comitati Salviamo le Cicogne e Di.Na.Mo, dopo la concitata serata di venerdì scorso sulla sanità in montagna e il punto...
CASTELNOVO MONTI . Intervengono per ribadire la propria posizione apolitica i comitati Salviamo le Cicogne e Di.Na.Mo, dopo la concitata serata di venerdì scorso sulla sanità in montagna e il punto nascite. «Apolitici, il che significa che siamo vicini a chi sceglie di appoggiarci», la posizione che, riassumendo, esprimono i comitati.
«Il nostro ruolo – spiegano – non è quello di sostenere questa o quella forza politica, ma di far riaprire il punto nascite quanto prima nel rispetto dei parametri di sicurezza, non solo, anche dei parametri di qualità. Chiaramente questa è una questione politica, nella quale ci muoviamo noi, si muovono le istituzioni e anche i partiti. A parole tutti ci hanno sostenuto finché si era in attesa della deroga, poi qualcuno ci ha accompagnato in una lunga elaborazione del lutto per la grave perdita, e infine ha provato a chiuderci nell’album dei ricordi. Non ci siamo capiti. Lo avevamo detto sin dal primo momento anche al presidente della Regione Stefano Bonaccini che non ci saremmo fermati fino al giorno della riapertura». E proseguono: «Ci siamo uniti in un tavolo comune fra comitati, ci siamo riorganizzati e nel frattempo abbiamo visto tanti atteggiamenti che non ci sono piaciuti fino al culmine di venerdì: ci sono state rivolte parole che preferiamo non commentare. A noi non tocca appoggiare i partiti, ma farci appoggiare sì, c’è chi preferisce appoggiare noi e chi invece si mette a scudo dell’inviolabilità della Regione e del suo presidente. Ma da lì, volenti o nolenti, bisogna passarci per avere una richiesta di riesame o una delibera secca di apertura. E noi non intendiamo certo limitarci ad aspettare i tempi senza fine di percorsi sui quali non possiamo incidere, nell’iperspazio delle aree interne, conferenza Stato Regioni e progetti sperimentali, tutte cose belle, ma che se si possono fare ora, si potevano fare anche prima. Probabilmente ci penserà il Governo a legiferare per presidi ostetrici nei centri di montagna, per rimediare all’abominio dei tagli lineari dei 500 parti che incide proprio sui territori più difficili e a rischio di desertificazione umana. Noi comunque appoggeremo anche i percorsi più reconditi purché prevedano di poter tornare a partorire in montagna, perché non siamo divisi. A noi non spetta scegliere ma ci compete ringraziare chi ci sta aiutando fattivamente e lo facciamo ancora una volta partendo dalla istituzione più alta in carica, la vice presidente della Camera Maria Edera Spadoni che con energia appoggia la causa e ha promesso un’azione sia sul Ministro della Sanità che sul presidente della Regione Emilia Romagna. Assieme a lei ringraziamo i consiglieri regionali M5S e Lega che ci hanno promesso un intervento. Gli altri per ora non sono pervenuti».
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