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Reggio Emilia, allarme truffe agli anziani al Mirabello: due donne derubate in poche ore

di Ambra Prati
Reggio Emilia, allarme truffe agli anziani al Mirabello: due donne derubate in poche ore

In via Vittorangeli una pensionata conosce una giovane e la fa entrare in casa. Ma la complice le saccheggia la camera da letto. In via Buozzi, nello stesso quartiere, un’84enne consegna 260 euro e gioielli a un finto avvocato

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REGGIO EMILIA. Ha fatto entrare in casa sua per pochi minuti quella giovane dall’aspetto gentile, che l’ha “agganciata” davanti all’ascensore del condominio, intrattenendola in una fitta conversazione. Non poteva immaginare, la pensionata reggiana di 85 anni che si è fidata del prossimo, che si trattava di uno stratagemma per consentire alla complice, in attesa fuori dalla porta, di entrare di soppiatto nell’appartamento per arraffare il possibile: una catena d’oro e il bancomat.

Sono due gli episodi gravi – avvenuti nella stessa mattinata di mercoledì scorso nel quartiere residenziale del Mirabello – di truffe ai danni di anziani, in entrambi i casi donne ultra 80enni. Vista la vicinanza e la tempistica, non si esclude che i colpi siano riconducibili alla stessa banda, ma su questo sono in corso le indagini da parte della questura.

Il primo episodio è accaduto in via Vittorangeli, una laterale di via Terrachini. Qui alle 10.40 una pensionata, mentre era intenta a rientrare in casa dopo alcune commissioni, è stata avvicinata davanti all’ascensore condominiale da una ragazza. La giovane ha cominciato a parlare con la pensionata riuscendo, nel tragitto fino al quinto piano, a ottenerne la fiducia.

La ragazza con scuse banali ha quindi continuato a parlare e l’anziana, nel frattempo giunta davanti alla porta del suo appartamento, l’ha fatta entrare per pochi minuti, restando nell’ingresso dell’abitazione.

Le due si sono intrattenute per un poco in una fitta conversazione: un modo per distrarre la residente e farle perdere tempo, si sarebbe scoperto in seguito. Dopo qualche minuto la pensionata, insospettita, ha infine chiesto alla giovane di uscire e la sconosciuta, scusandosi, ha obbedito salutando e andandosene.

Nel momento in cui ha accompagnato la giovane all’uscita, la proprietaria ha però notato la presenza di un’altra donna che, dallo stesso pianerottolo, scendeva le scale, non dando tuttavia peso alla cosa. Se n’è ricordata solo alle 11.50 quando, girando per le stanze, si è accorta della sparizione di una catena che aveva lasciato sul comodino della camera da letto, così come del bancomat.

Solo a questo punto l’85enne ha realizzato di essere stata raggirata e ha allertato il 113. Una pattuglia delle Volanti è quindi intervenuta in via Vittorangeli, raccogliendo la testimonianza della derubata. La donna vista sulle scale era senza dubbio una complice della giovane, entrata in azione di nascosto mentre l’altra distraeva la residente con delle chiacchiere.

La giovane è stata descritta come dall’apparente età di 25 anni, di media corporatura, alta circa 1.70, con capelli scuri di media lunghezza, vestita non in modo trascurato ma neppure vistoso. La vittima, tracciandone l’identikit, si è detta in grado di riconoscere la truffatrice, ma è chiaro che non sarà facile risalire alla responsabile, tra l’altro difficilmente imputabile visto che il furto è stato commesso dalla complice.

Il secondo episodio si è verificato in via Buozzi, un’altra laterale di via Terrachini: nella zona del Mirabello come la prima truffa, ma dal lato verso lo stadio. Tutto è successo verso le 13.30 – poche ore dopo il primo raggiro – quando una 84enne reggiana ha ricevuto l’improvvisa chiamata da parte di uno sconosciuto che ha nominato i carabinieri: evidentemente sapeva che la vittima è vedova di un militare dell’Arma. L’uomo si è finto avvocato, proponendole un classico delle truffe: un guaio giudiziario del figlio e la necessità di saldare subito una certa cifra, per risolvere il problema legale. E non una somma di poco conto: serve una cauzione da 5mila euro.

Proprio per non lasciare alla vittima il tempo di pensare – o di chiamare il familiare, verifica sempre necessaria – pochi minuti dopo il legale fasullo ha suonato il campanello dell’anziana. Il truffatore non è però entrato, rimanendo sulla soglia. La pensionata, davanti al presunto dramma, è quindi andata in confusione, consegnando allo sconosciuto tutto quello che ha in casa in quel momento: diversi gioielli in oro (il valore è da quantificare con esattezza) e 260 euro in contanti.

Solo qualche ora dopo, alle 16.10, la poveretta ha contattato il figlio che, accorso sul posto e scoperto il raggiro, ha richiesto l’intervento della polizia e ha sporto denuncia contro ignoti per l’accaduto.

La truffa del finto avvocato è quella che va per la maggiore in questi giorni. Anche ieri la questura ha ricevuto diverse segnalazioni di tentati raggiri, per fortuna andati a vuoto.

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