Il trasloco di Ortopedia «Scelta fatta dall’Ausl»
Montecchio, il sindaco Colli: «La carenza di medici è al Santa Maria Nuova L’organizzazione sanitaria sarà ridisegnata. Il reparto riaprirà il 10 settembre»
MONTECCHIO. «La scelta di spostare l’équipe del reparto di ortopedia del Franchini di Montecchio al Santa Maria Nuova di Reggio è stata presa in piena e assoluta autonomia dall’Ausl».
La precisazione viene dal sindaco di Montecchio, Paolo Colli, in vista della chiusura estiva del reparto a partire da lunedì 18 giugno.
Colli non nasconde il fatto che avrebbe preferito altro: «Certo, se la nostra équipe, che non ha carenze e lavora a pieno organico, fosse rimasta nel presidio cittadino, non ci sarebbe dispiaciuto, ma credo che i cittadini debbano capire la ratio: si tratta di una decisione obbligata a causa della carenza di medici, non al Franchini ma al Santa Maria Nuova ».
Visto che l’arcispedale non può trasferirsi a Montecchio «a causa delle dimensionamento differente», è Montecchio che trasloca a Reggio Emilia. «Temporaneamente – precisa Colli – perché abbiamo avuto l’assoluta garanzia che il 10 settembre il reparto verrà riaperto».
«La carenza di medici – prosegue Colli – è un problema nazionale, non di Reggio o Montecchio. Ed è il servizio sanitario nazionale che deva farsi carico di risolvere il problema, forse anche rivedendo il numero chiuso nelle facoltà di Medicina».
Sia come sia l’Auls reggiana è alle prese con numeri risicati negli organici dei medici e una coperta che sembra essere troppa corta. «La questione è stata affrontata anche in sede di discussione del nuovo piano sanitario provinciale – aggiunge Colli – al termine del quale verrà ridisegnata l’organizzazione complessiva del servizio nei vari presidi». Discussione che sembra essere a buon punto, in particolare, sulle linee generali del piano.
«Il modello che sta emergendo – continua il sindaco di Montecchio – è quello di una integrazione forte, nei servizi, tra i diversi presidi ospedalieri della provincia di Reggio. Questo significa che le équipe mediche saranno applicate a rotazione nei diversi ospedali. Si tratta di una rivoluzione – conclude Colli – che ha come obiettivo il miglioramento complessivo dei servizi e della sanità».
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