Imprenditore assolto: non truffò l’Inps
Montecchio: la ditta aveva riscosso 6.474 euro per una malattia professionale versata solo in seguito al dipendente
MONTECCHIO. È stato assolto con formula piena (il fatto non sussiste) un 49enne di Montecchio, amministratore unico e legale rappresentante di una ditta di mobili del paese, trascinato a giudizio da un ex dipendente e, in un secondo tempo, accusato dalla direzione provinciale dell’Inps di truffa ai danni dello Stato.
La vicenda si è svolta in tempi diversi: il periodo preso in esame sono i mesi tra ottobre e dicembre 2012; marzo, luglio e ottobre 2013; infine da gennaio ad aprile 2015. L’origine nel 2012, quando un dipendente montecchiese si fa certificare una malattia professionale. La ditta chiede il rimborso all’Inps, che liquida la somma, ma al dipendente non arriva nemmeno un euro; e così quest’ultimo sporge querela contro il datore di lavoro – che nel frattempo è in difficoltà economiche – accusandolo di appropriazione indebita. Alla notifica del rinvio a giudizio, l’azienda salda il dovuto (in due tranches) al dipendente, pensando di aver chiuso la faccenda.
Sennonché il procedimento prosegue d’ufficio, questa volta per truffa ai danni dello Stato, perché, secondo l’Inps, quando l’azienda ha chiesto il rimborso ha dichiarato il falso. Il capo d’imputazione a carico del 49enne recita che il titolare, «esponendo falsamente all’Inps mediante la presentazione delle denunce mensili DM 10 e degli Unimens avere corrisposto l’indennità di malattia al lavoratore, conseguiva indebitamente dal predetto ente la somma complessiva di 6.474 euro, portandola a conguaglio dai contributi complessivi dovuti all’Inps». Ieri la conclusione del rito, in sede di udienza preliminare e con rito abbreviato. L’avvocato del 49enne, Liborio Cataliotti, citando una sentenza della Cassazione, ha sostenuto la tesi che il reato non può ricorrere, poiché la legge prevede che la soglia in base alla quale scatta il reato contributivo (4mila euro, in questo caso non superata) va valutata su base mensile e non annua. Il pm Giulia Stignani ho replicato che la giurisprudenza precedente non è affatto univoca; ma, avendo preso atto che il pm titolare Claudio Santangelo nella precedente udienza aveva avallato questa interpretazione suggerita dalla difesa, a sua volta ha aderito. Il gip Giovanni Ghini ha ratificato l’assoluzione.
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