Gazzetta di Reggio

Reggio

«La Regione riapra il punto nascite»

di Mauro Grasselli
«La Regione riapra il punto nascite»

Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, scrive al governatore Bonaccini: «La decisione spetta a voi»

4 MINUTI DI LETTURA





CASTELNOVO MONTI. Maria Edera Spadoni, vicepresidente della Camera, ha scritto al presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e all’assessore regionale alle politiche per la salute, Sergio Venturi, per chiedere formalmente la riapertura del punto nascite del Sant’Anna di Castelnovo Monti.

NELLA MISSIVA, la presidente della Camera cita l’assemblea castelnovese, molto partecipata, avvenuta alla presenza dei rappresentanti dei comitati Di.na.mo (Diritto a nascere in Montagna) e Salviamo le Cicogne. Presenti anche i deputati Davide Zanichelli (M5S), Antonella Incerti (Pd), la senatrice Maria Laura Mantovani (M5S), i consiglieri regionali Silvia Piccinini (M5S) e Gabriele Delmonte (Lega), Yuri Torri (Sinistra Italiana), Silvia Prodi (Articolo 1-Mdp), il sindaco Enrico Bini e i consiglieri comunali locali M5S Massimiliano Genitoni, Emilia Attolini e Bahrami Hassan. Presente anche la stessa Maria Edera Spadoni.

DURANTE L’INCONTRO, i comitati hanno presentato le loro istanze e hanno invitato ad aderire al «Patto delle Cicogne per la riapertura dei punti nascite di montagna».

Spadoni cita la fonte normativa che prevede la chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti: «L’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, che fissa in almeno 1000 nascite/anno lo standard a cui tendere, nel triennio, per il mantenimento/attivazione dei punti nascita e prevede la razionalizzazione/riduzione progressiva dei punti nascita con numero di parti inferiore a 1000/anno. La nostra Regione ha accettato tale scelta, nonostante la maggior parte dei punti nascita che eseguono meno di 500 parti nel territorio regionale non presentassero criticità e fossero strutturati in immobili che garantiscono sicurezza, con macchinari all’avanguardia e medici di degno rispetto professionale, avendo degli indici di competenza altissimi. L’Accordo, tuttavia, prevede che la possibilità di punti nascita con numerosità inferiore e comunque non al di sotto di 500 parti/anno, possa essere prevista solo sulla base di motivate valutazioni legate alla specificità dei bisogni reali delle varie aree geografiche interessate con rilevanti difficoltà di attivazione dello Stam (servizi di trasporto assistito materno). L’11 dicembre 2015, infine, è stato redatto un protocollo metodologico per la valutazione delle richieste di mantenere in attività punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orogeografiche difficili».

NEL 2016 IL PUNTO NASCITA di Castelnovo ha registrato 153 parti (159 nel 2015). La Regione ha chiesto la deroga per tutti i punti nascita e ha ottenuto tale facoltà solo per Scandiano, Mirandola (Modema) e Cento (Ferrara). La richiesta di deroga non è stata accolta per Castelnovo Monti.

I consiglieri regionali M5S hanno proposto di non prendere in considerazione i 500 parti, «bensì i parti dei medici che operano nella struttura che possono raggiungere questo limite minimo di prestazioni turnando su altri punti nascita di strutture sanitarie limitrofe. L’obiettivo comune che si vuole raggiungere è mantenere in funzione i punti nascite sotto i 500 parti, con garanzie igienico sanitarie e strutturali, nonché muniti di personale qualificato; sospendere ogni depotenziamento nei presidi ospedalieri di tutta la Regione e agire nella Conferenza Stato-Regioni in ordine all’Accordo sulla salute firmato del 2010, affinché la normativa in essere sia adeguata alle esigenze della popolazione, in particolare nei territori montani in cui, ai fini del mantenimento dei punti nascita, bisognerebbe prendere in considerazione non il numero dei parti effettuati nella struttura, bensì il numero di parti effettuati dal personale sanitario che opera nella struttura e la sua esperienza professionale».

A OTTOBRE 2017 è stato chiuso il punto nascite del Sant’Anna, dopo che era stato accorpato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio (delibera di giunta regione del 1° luglio 2017). «A sostegno dell’importanza della riapertura del punto nascite – afferma Spadoni – i rappresentanti M5S e di altre forze politiche hanno sottoscritto l’appello dei comitati, in cui si ricorda che “la decisione di aprire o chiudere punti nascita spetta alle Regioni” e che le indicazioni contenute nell’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010 sono “linee di indirizzo” da cui derivano “raccomandazioni”».

ALLA LUCE DI TUTTO CIÒ, Spadoni scrive alla Regione per «manifestare la volontà di cercare soluzioni rapide ed efficaci che tutelino le famiglie e vadano a vantaggio della collettività. Per questo si richiede che la Regione Emilia Romagna si adoperi per la riapertura del punto nascite di Castelnovo, garantendo i parametri di sicurezza adeguati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google