Presi a Parma i grossisti dell’hascisc Alla base del giro un 36enne reggiano
È stata scoperta una rete di pusher che smerciava hascisc tra Parma, Traversetolo e Colorno. Tutto è partito dalla denuncia di una mamma, preoccupata per il proprio figlio. Dall’intuizione della...
È stata scoperta una rete di pusher che smerciava hascisc tra Parma, Traversetolo e Colorno. Tutto è partito dalla denuncia di una mamma, preoccupata per il proprio figlio. Dall’intuizione della madre sono partite le indagini dei carabinieri di Parma, che hanno azzerato una rete composta da italiani e nordafricani che smerciava hascisc nel Parmense. E, calcolando che sono stati sequestrati oltre sette chili di droga, è facile capire quanto grande potesse essere il giro d’affari. Dopo la segnalazione della madre, i carabinieri di Traversetolo hanno iniziato a seguire una pista che ha fatto scattare le manette. Alla base di tutto c’era un reggiano 36enne che bazzicava in piazza Fanfulla e che era il fornitore di molti ragazzi in paese. Ma i carabinieri non si sono accontentati e sono andati alla ricerca dei pesci grossi. Il reggiano che spacciava a Traversetolo, infatti, era solito rifornirsi da un tunisino 31enne residente a Parma, che gestiva il suo giro tra la Pilotta, la pensilina del Lungoparma e i giardini di San Paolo. Qui spacciava, ma per rifornirsi andava in Lombardia, soprattutto a Brescia, dove aveva contatti e grossisti di fiducia. Per scoprirlo i carabinieri hanno tenuto d’occhio i pusher e pedinato i corrieri, intercettando le telefonate in codice. A richiedere sempre più droga era per esempio un 24enne italiano che si era conquistato la piazza di Colorno e ora è finito in cella. Con lui anche il tunisino che lavorava a Parma e due marocchini che si occupavano dei rifornimenti di oltre Po.
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