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Da San Luca a Reggio col sottofondo in auto

di Tiziano Soresina
Da San Luca a Reggio col sottofondo in auto

Blitz antidroga: si indaga su 2 persone trovate con 11mila euro

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REGGIO EMILIA. Sotto traccia si indaga da giorni sull’inquietante presenza, nella nostra provincia, di due persone di San Luca (Reggio Calabria) identificate in un blitz antidroga.

Uno dei due ha precedenti per mafia e la provenienza è da far tremare i polsi, perché stiamo parlando di un paesino alle falde dell’Aspromonte conosciuto come mamma ’ndrangheta, un cupo nomignolo che riassume per gli inquirenti la potenza dell’associazione mafiosa calabrese che lì ha cuore e cervello, in sintesi è la cupola.

IL SOTTOFONDO. I due reggini sono stati intercettati in un’abitazione – durante un’operazione nell’ambito della lotta alla droga – e dopo averli identificati è scattata la perquisizione: erano in possesso di 11mila euro in contanti e nella loro macchina è stato trovato un sottofondo segreto, ma vuoto.

Sono entrambi indagati a piede libero per spaccio di stupefacenti. Gli investigatori ritengono che tutti quei soldi fossero il provento di una cessione di droga avvenuta da poco e ciò spiegherebbe il nascondiglio in auto rinvenuto però spoglio. Gli accertamenti non sono comunque conclusi.

L’ESPANSIONE. Una “missione” da San Luca a Reggio Emilia non casuale, se stiamo alle parole – comunque di peso – del pentito di ’ndrangheta Luigi Bonaventura che ha dato un inquadramento della cosca con base a Cutro (ma da anni presente nel Reggiano) che territorialmente si sarebbe molto ampliata nel corso degli anni.

Soprannominato “gné gné”, durante gli interrogatori ha rivelato il suo legame sempre con il boss cutrese Nicolino Grande Aracri, con il quale ha condiviso i giorni di carcere a Catanzaro nel 2007.

L’ALLEANZA. «Grande Aracri, che opera in alleanza con i Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, ha ottenuto – ricostruisce il collaboratore di giustizia che da tempo si sente in pericolo di vita – il potere criminale da Antonio Pelle, detto Gambazza, boss di San Luca, nella Locride. I Grande Aracri sono all'interno della stessa corrente dei Pelle e dei De Stefano, un'alleanza che da Reggio Calabria, investe le famiglie della zona Jonica della Calabria, passa dal Molise, l'Emilia Romagna e arriva nella Lombardia del boss Coco Trovato e poi all'estero». Un radicamento ad ampio raggio della cosca cutrese che il pentito Bonaventura ha da tempo esposto all’Antimafia di Bologna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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