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Reggio Emilia, urla ai ladri dalla finestra ma loro lo minacciano: «Vai dentro o ti ammazziamo»

di Ambra Prati
Reggio Emilia, urla ai ladri dalla finestra ma loro lo minacciano: «Vai dentro o ti ammazziamo»

Auto-ariete contro un bar di Cadè. Sventato il secondo assalto in dieci giorni. Achille Bonazzi: «Quei tre mi hanno minacciato. Mio figlio li ha seguiti in auto»

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REGGIO EMILIA. «Sono stato svegliato da una serie di tonfi, mi sono affacciato alla finestra e ho visto i ladri in azione. Ho urlato “cosa fate? Andate via. Chiamo la polizia” e quelli per tutta risposta mi hanno minacciato: “Vai dentro, vai dentro o ti ammazziamo”».

Achille Bonazzi, 63 anni, è il proprietario delle mura del Real bar di Cadè, nella piazzetta centrale della frazione; il proprietario abita proprio sopra il locale, in via Giordano Bruno 96, e nella notte tra domenica e ieri ha sventato il secondo tentato furto in dieci giorni. Per fortuna le urla hanno fatto affacciare altri vicini e la banda, vedendo che il pensionato aveva il telefono cellulare in mano, ha desistito, richiamando il complice appena entrato nel locale.

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Il bar è un’attività storica di Cadè, da tre anni gestita da cinesi. Secondo il proprietario, il locale è finito nel mirino di una banda. «Dormivo al primo piano, quando ho sentito un botto. Al primo colpo ero ancora in dormiveglia; al secondo, ho pensato al tuono di un temporale. Al terzo (sembrava che venisse giù l’edificio) ho aperto la finestra – racconta Bonazzi – Ho visto una Fiat Uno di colore bianco che in retromarcia, sgommando avanti e indietro diverse volte, abbatteva prima la serranda, poi la vetrata del bar. C’erano tre persone, con il volto coperto da un passamontagna: uno è entrato all’interno ed è stato filmato dalla telecamere interne del bar. Ma non ha fatto in tempo ad arraffare nulla perché i complici, viste le mie urla e altri vicini che si erano affacciati, lo hanno chiamato con il cellulare e lui è subito uscito».

I tre sono scappati, inseguiti prontamente dal figlio di Bonazzi, Michele, che ha assistito alla scena, è salito sulla sua macchina e li ha tallonati fino in via Reggiolo, una stradina di campagna che da Cadè porta verso Cadelbosco, dove la Uno bianca è stata abbandonata; forse i malviventi sono fuggiti a piedi o forse hanno cambiato auto, salendo su una vettura “pulita”. «Quando la polizia è arrivata sul posto, la Fiat Uno è stata sequestrata dagli agenti».

Secondo Bonazzi, si tratta della stessa banda che appena dieci giorni fa aveva tentato un colpo fotocopia. «È la seconda volta che ci provano. Nell’azione precedente, ripresa dalle telecamere, si vede una Saab che arriva a fianco del bar, tre uomini travisati che legano una corda collegando la vettura e l’inferriata: tentativo non riuscito perché la corda si è spezzata e i malviventi hanno desistito».

Per Bonazzi «sono sempre gli stessi: uno alto e due di bassa statura. Puntano alle slot, le 5-6 macchinette da gioco nella saletta del bar. Non so più cosa fare. Non dormo sonni tranquilli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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