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REGGIO EMILIA. La Pet, acronimo per “Tomografia ad emissione di positroni”, è una tecnica diagnostica di medicina nucleare in grado di visualizzare, attraverso immagini biomediche, i processi...

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REGGIO EMILIA. La Pet, acronimo per “Tomografia ad emissione di positroni”, è una tecnica diagnostica di medicina nucleare in grado di visualizzare, attraverso immagini biomediche, i processi metabolici e funzionali presenti all’interno del corpo. Per questa sua specificità, viene impiegata prevalentemente in ambito oncologico ed onco ematologico.

Attraverso la somministrazione di radiofarmaci per via endovenosa, la Pet permette di individuare la presenza di tumori, valutandone la localizzazione, la dimensione e il comportamento metabolico e funzionale in una prospettiva tridimensionale. Il macchinario da poco installato si aggiunge a un’altra Pet in dotazione al reparto dal 2006 e appartiene alla nuova generazione digitale. I principali vantaggi sono, ad esempio, la migliore qualità delle immagini grazie all’avanzata risoluzione del sistema digitale e agli innovativi sistemi di elaborazione elettronica e l’aumentata capacità di valutare la risposta ai trattamenti terapeutici in virtù della sensibilità del sistema e dell’ampio campo di acquisizione.

La nuova Pet inoltre garantisce la possibilità di utilizzo di radiofarmaci di nuova generazione e una significativa riduzione della dose da somministrare al paziente, assieme a una più rapida definizione delle immagini grazie agli innovativi algoritmi di ricostruzione e alla velocità di risposta dei rivelatori. Diventa così possibile aumentare il volume di attività, migliorare la qualità diagnostica e valutare in modo approfondito la risposta alle terapie in virtù di una più efficace quantificazione dei fenomeni metabolici in atto.

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