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Santuario della Madonna di Polsi, il luogo sacro della ’ndrangheta per le riunioni dei capi

Santuario della Madonna di Polsi, il luogo sacro della ’ndrangheta per le riunioni dei capi

È il luogo simbolo della ’ndrangheta, organizzazione criminale che ha sempre avuto una forte aurea religiosa, tanto da soprannominarsi “la santa”. Il boss di San Luca, Antonio Pelle, veniva chiamato...

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È il luogo simbolo della ’ndrangheta, organizzazione criminale che ha sempre avuto una forte aurea religiosa, tanto da soprannominarsi “la santa”. Il boss di San Luca, Antonio Pelle, veniva chiamato “la mamma”: come dire che da San Luca tutto ha origine. Il santuario della Madonna di Polsi (o Madonna della Montagna, rinominata “Madonna del Crimine”) a San Luca è celebre nel mondo, non solo come luogo di culto, di leggende miracolose e di pellegrinaggi oceanici. Da San Luca partirono i killer della strage di Duisburg, in Germania, per restare nell’attualità. Ed è ormai assodato quanto Nicola Gratteri, magistrato antimafia, ha detto di Polsi: «Ogni anno, a settembre, i capi mafia si riuniscono a Polsi per discutere delle strategie criminali. Si fanno le investiture, i processi, si decide se aprire o chiudere un locale di ’ndrangheta. Si riuniscono a Polsi perché è il luogo sacro, il luogo della custodia delle 12 tavole della ’ndrangheta... perché la forza della santa, rispetto alle altre organizzazioni criminali, è che fa osservare in modo ortodosso le regole». Il 2 settembre 2009 venne perfino documentata con un video dai carabinieri (che arrestarono 300 persone) la riunione dei “capibastone”, che sancisce l’investitura alle cariche apicali della ’ndrangheta. Una commistione tra fede cattolica e fedeltà mafiosa che la Chiesa ha condannato solo negli ultimi anni.

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