Si ritrovano a tavola i giovani della Dc di cinquant’anni fa
Guastalla, la “rimpatriata” è avvenuta a Pieve di Guastalla Castagnetti: «Un’idea simpatica e senza parlare di politica»
GUASTALLA. Prima hanno partecipato alla messa celebrata da don Giancarlo Denti nella basilica di Pieve di Guastalla. Poi si sono accomodati a tavola, sotto il tendone dell’ex campo da bocce della parrocchia, dove solitamente si svolgono le feste. Gli ex democristiani della Bassa si sono dati appuntamento ieri mattina per ricordare gli anni del comune impegno politico. Molti di loro hanno poi imboccato strade diverse, alcuni nel centrosinistra, con l’Ulivo e il Pd, mentre altri sono confluiti nel centrodestra.
Un differente percorso rappresentato da due ospiti, l’ex deputato Pierluigi Castagnetti, ultimo segretario del Ppi, e l’ex deputato Emerenzio Barbieri, che ha proseguito invece la sua militanza nel centrodestra.
Al pranzo, al quale hanno preso parte una cinquantina di persone, ha fatto da contorno un’ambientazione “vintage”, con i manifesti della Democrazia Cristiana e le immagini di esponenti politici della Bassa del passato, come Antenore Benatti e Wilder Ruina. Tra i commensali c’era il parroco don Francesco Marmiroli, l’ex vicesindaco di Guastalla Danilo Gualtieri e storici volti della Dc come Enzo Pontarollo e Antonio Badolato.
L’idea della rimpatriata è venuta a Saturnino Rigon. Tra gli organizzatori Gianfranco Aldrovandi, noto ambientalista di Guastalla, nella Dc fino al 1973.
«Oggi siamo tutti settantenni, ma ricordare i tempi nei quali militavamo tra le file dei giovani democristiani è stata un’idea simpatica». Pierluigi Castagnetti, reggiano doc, classe 1945, tiene a precisare però «che il patto, rispettato da tutti per la verità, era di non parlare della politica dei giorni nostri per evitare il rischio di attriti. D’altro canto molti noi, con il trascorre degli anni e con le grandi mutazione della società e della politica, hanno aderito ad altri partiti ed è stato giusto ricordare i tempi andati, a volte con un po’ di nostalgia, senza affrontare temi d’attualità». I giovani Dc di cinquant’anni fa, in molti casi, hanno avuto difficoltà a riconoscersi: «Ci siamo dovuti presentare – continua Castagnetti – tanto siamo cambianti. Ma una cosa è rimasta la stessa: l’ispirazione cristiana che esalta la libertà personale che è stata la base della vita, per ognuno di noi, e che ci ha consentito di ritrovarci dopo tanto tempo e di poter esprimere ciò che siamo nel massimo rispetto l’uno dell’altro». Tra ricordi, aneddoti e portate, il pranzo è finito. «Com’è finita, a mio avviso, 25 anni fa la storia della Democrazia Cristiana, un’esperienza che giudico non più riproducibile, ma che certo non rinnego».
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