È morto a 43 anni il patron dell’America Graffiti
Correggio: Fernando Minchilli aveva aperto il ristorante di via Pignedoli nel 2011. Il ricordo dell’ ex consigliere comunale Nanetti: «Uomo di inesauribile energia»
CORREGGIO. Era scomparso dalla circolazione da molti mesi perché quel male che alla fine lo ha ucciso era un fatto personale. E lui, persona estremamente riservata, se l’è voluto vivere in solitudine. Nonostante abbia combattuto fino alla fine.
È morto domenica, a 43 anni, Fernando Minchilli, imprenditore nel settore della ristorazione, molto conosciuto a Correggio perché socio e gestore del ristorante “America Graffiti” di via Pignedoli, aperto nel 2011.
Minchilli, nato e residente a Bologna, imprenditore vulcanico e creativo, ha aperto ristoranti non solo a Correggio, ma anche a Reggio Emilia, Sassuolo, Forlì e Bologna.
«La sua cifra – lo ricorda l’amico Andrea Nanetti, ex consigliere comunale d’opposizione a Correggio – era l’innovazione: riusciva a essere creativo in ogni locale che apriva, percepiva le tendenze e le proponeva, e di solito era un successo. Sempre, però, con una gestione estremamente corretta e un profondo rispetto per le persone che lavoravano per lui».
I funerali di Michilli si sono svolti ieri pomeriggio a Bologna, nella chiesa di San Severino gremita persone. In tanti, tra parenti, amici, dipendenti, persone che avevano frequentato i suoi locali, hanno voluto dargli l’ultimo saluto.
«Piango la sua prematura morte – prosegue Nanetti –. Dopo un anno di strenua lotta, vissuta da “Nando” con la consueta forza e discrezione, una malattia incurabile lo ha portato via troppo presto. Troncando tanti rapporti e progetti imprenditoriali e umani».
«Era un uomo di inesauribile energia, tenacia e cultura – conclude l’amico –. Aveva iniziato lavorando come semplice commesso da McDonald’s, è riuscito a rendersi autonomo diventando gestore e poi proprietario di varie attività nella ristorazione emiliana, raggruppate nella sua società Avdere srl».
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