Le Ceramiche insistono per avere l’attesa bretella
Il presidente Savorani: «Ogni cambio di governo blocca quanto fatto prima» Nell’area intorno al Secchia si stima un passaggio di 300mila veicoli al giorno
RUBIERA. «La bretella Campogalliano-Sassuolo e le altre infrastrutture sono centrali. Per una questione di ambiente e di costi. Servono alle imprese e al territorio».
Confindustria Ceramica non cambia idea sulle tanto attese strutture viarie comprese nel pacchetto della bretella Campogalliano-Sassuolo, con anche la nuova tangenziale di Rubiera, ora a “rischio” dopo l’insediamento del nuovo governo. Molti esponenti 5 Stelle in questi anni si sono battuti contro queste opere di grandi dimensioni e adesso potrebbero voler modificare quello che sembrava un percorso già instradato, dal valore di circa mezzo miliardo di euro. Il nuovo presidente di Confindustria Ceramica, il faentino Giovanni Savorani, lo ha ribadito durante il suo insediamento. Per l’associazione dei produttori ceramici, la bretella e il suo contorno sono fondamentali, per questioni economiche, ambientali e pure di diritto.
«Ci sono vari aspetti, dal punto di vista del diritto abbiamo un problema: non è possibile che ogni cambio di governo blocchi quanto fatto prima. Significa che qualcosa non va. Mi aspetto anche l’intervento di qualche giudice», ha affermato Savorani. Il presidente di Confindustria Ceramica cita poi aspetti verdi e industriali: «Se parliamo di ecologia, mi chiedo che senso avrebbe fermare il tutto. Spendiamo milioni per abbattere le emissioni dei nostri stabilimenti, che hanno valori molto più bassi rispetto ai nostri concorrenti, e poi lasciamo migliaia di camion in coda sulle strade? Qui parliamo di cinquemila autotreni al giorno», si chiede.
«Lavoriamo per collegarci con rotaia col nord Europa e poi non abbiamo le strade per raggiungere lo scalo merci di Marzaglia? Basta guardare all’estero, alla concorrenza, per vedere che altrove si va avanti. Nella zona di Villareal in Spagna hanno una viabilità sin esagerata, tutte strade a quattro corsie con rotonde, non si trovano code lunghe. Questi sono i nostri rivali nel settore. E facilitare la mobilità serve quindi alle imprese come all’ambiente».
Il tema è cruciale per il comparto ceramico modenese-reggiano, oltre che per le popolazioni coinvolte dal traffico anche lontano dagli stabilimenti. Le lunghissime code sulla via Emilia fra Reggio e Modena, con picchi a Rubiera, lo sottolineano bene. Confindustria si rifà anche ai numeri, per sottolineare il suo impegno. Le varie parti della bretella, secondo gli studi della società che si è aggiudicata i lavori, al 2030 finiranno per “ospitare” 44.631 veicoli al giorno. Un quinto abbondante di questi saranno camion, quasi 10mila mezzi pesanti. Molto interessanti i dati degli ultimi anni, elaborati da Confindustria Ceramica partendo dalle misurazioni dell’assessorato regionale alla Mobilità. A maggio 2016, nel comparto ceramico attorno al Secchia, si parla di una media di 292.256 passaggi di veicoli al giorno. Vista la tendenza alla crescita di questi valori, oggi forse la soglia dei 300mila è stata superata. Il territorio reggiano è pesantemente coinvolto.
La via Emilia fra Masone e Rubiera vede in media 26.219 passaggi ogni 24 ore, inclusi 2.130 autotreni. Cifre che praticamente si duplicano passando da Rubiera a Modena. Fra Fogliano e Pratissolo si registrano 16.444 passaggi di media, compresi 520 mezzi pesanti. Ancora più alte le cifre sul Secchia. Da Sassuolo a Castellarano si viaggia a 25.101 veicoli giornalieri (2.694 camion). Fra Sassuolo e Casalgrande, si sale a 30.314 viaggi e 3.864 autotreni. Dati che da un lato tranquillizzano sul fronte economico, dall’altro impressionano, se si pensa a qualità della vita e ambiente. Per Confindustria Ceramica, in questo contesto, la bretella non può davvero essere bloccata.
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