Patteggia due anni la stalker che colpì l’amante col coltello
Montecchio: l’operaia perseguitava un collega di lavoro In udienza lei non c’è e lui non si è costituito parte civile
MONTECCHIO. Una storia di stalking al femminile – emersa nel settembre scorso – si è chiusa ieri in tribunale a Reggio Emilia: la donna tramite l’avvocato Fabio Gualtieri ha patteggiato due anni di reclusione (pena sospesa).
L’operaia 40enne, residente a Campegine, non aveva accettato la fine della relazione extraconiugale allacciata con un collega di lavoro sposato.
Rifiutata, la donna aveva perseguitato per circa due anni l’ex amante 47enne, abitante a Montecchio: insistenti telefonate, messaggi, appostamenti sotto casa, pedinamenti e inseguimenti, sfociati, in una circostanza, nell’accoltellamento dell’uomo. Tensioni che ieri non sono certo divampate in aula, perché i due protagonisti di questa vicenda non hanno preso parte all’udienza (lei è rappresentata dal legale, lui non si è costituito parte civile). Con il patteggiamento – concordato dal difensore con il pm Giulia Stignani (titolare dell’inchiesta per stalking e lesioni) e avallato dal gup Luca Ramponi – è stato anche revocato il divieto di dimora a Montecchio (stabilito in settembre come misura restrittiva).
La vicenda di questa operaia che aveva allacciato una relazione extraconiugale con un 47enne sposato di Montecchio, era deflagrata a fine 2015, quando lui l’aveva lasciata.
Da allora, secondo la vittima, la donna aveva cominciato a perseguitarlo con telefonate, messaggini (fino a 50 al giorno), pedinamenti, citofonate nel cuore della notte, biglietti “rivelatori” alla moglie dell’ex, fino all’episodio del 26 luglio scorso, quando lei lo aveva accoltellato alla spalla fuori da un bar, inseguendolo in auto fino al pronto soccorso e speronandolo. Durante l’interrogatorio di garanzia, la 40enne aveva affermato di aver colpito l’ex in preda alla rabbia come reazione per essere stata percossa con uno schiaffo. Per quanto riguarda lo speronamento, aveva sostenuto che l’urto era stato causato dalla repentina retromarcia dell’uomo. Aveva invece ammesso le continue telefonate e i messaggi, dandone però una lettura diversa: a suo dire, non era una persecuzione a senso unico, bensì un reciproco cercarsi, una sorta di tira e molla amoroso tipico delle relazioni agli sgoccioli. Ieri il patteggiamento della pena.(t.s.)
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