Gazzetta di Reggio

Reggio

«Conosciuta in rete e violentata a 16 anni in un hotel di Reggio Emilia»

Enrico Lorenzo Tidona
«Conosciuta in rete e violentata a 16 anni in un hotel di Reggio Emilia»

Minorenne di Piacenza denuncia lo stupro avvenuto in un hotel di Reggio Emilia. Ma l’imputato, all'epoca dei fatti 20enne, si difende: «Tutto falso»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Si sono incontrati su Facebook tre anni fa, lei 16 anni lui quasi 20. Un amore ancora precoce ma passato in breve tempo dalla realtà virtuale a quella terrena, rivelatasi assai peggiore. Al primo incontro la ragazza, originaria di Piacenza, è stata violentata in un hotel di Reggio Emilia.

Una vicenda sulla quale ci sarebbero ancora diversi punti oscuri, illuminati da una diversa luce se parlano difesa o accusa, come accaduto ieri in tribunale, dove si è tenuta l’udienza preliminare per il reato di violenza sessuale, per il quale è imputato il giovane cittadino italiano originario del Marocco, che avrebbe perpetrato la violenza in un hotel di Reggio Emilia sulla ragazzina, anche lei italiana di famiglia originaria del Marocco ma residente a Piacenza.

Per ora agli atti c’è la denuncia presentata dalla vittima con i genitori. La ragazza racconta di aver conosciuto il giovane tramite i messaggi sul social network. L’affinità si è rivelata ben presto tale da portare i due giovani a fissare un appuntamento. Il primo, quello sul quale la ragazza puntava tutto per poter finalmente abbracciare quel ragazzo con il quale aveva scambiato solo poche righe di testo.

Lui la va quindi a prendere a scuola e la porta a Reggio, dove – dopo un giro – finiscono in un hotel, dove lui avrebbe abusato della vittima allora minorenne. Ed è qui che la difesa, incarnata dall’avvocato Mario Di Frenna, ha contestato in toto la ricostruzione.

Prima di tutto perché la denuncia è giunta due anni dopo il fatto, sulla base di un accertamento medico disposto dai genitori della ragazza, che le hanno poi chiesto conto del rapporto con l’imputato, venendo così a conoscenza della violenza. I due giovani, inoltre, avrebbero mantenuto un rapporto successivo alla violenza.

Da qui il respingimento di ogni addebito, che verrà valutato dal gup Cristina Beretti, la quale dovrà pronunciarsi sulla richiesta presentata dalla difesa di accedere a riti alternativi. Restano da stabilire diverse questioni per poter avvalorare la denuncia della ragazza, anche se il tempo già trascorso non gioca a favore degli accertamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVAT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google