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Corsa contro il tempo per salvare il Conad

Corsa contro il tempo per salvare il Conad

Prevista a fine mese la chiusura del supermercato di via Fratelli Cervi. Il Comune: «È un presidio che deve restare aperto»

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REGGIO EMILIA. La disdetta è prevista a fine mese. E ora è partita la corsa contro il tempo per evitare di chiudere il Conad di via Fratelli Cervi, a Pieve Modolena, uno dei supermercati storici della zona, dove da qualche anno è sbarcato anche il centro commerciale Il Gigante, di una catena concorrente. La notizia era nell’aria già da qualche giorno, destando preoccupazione soprattutto fra i residenti più anziani, clienti abituali del punto vendita. Ieri è arrivata la conferma anche da parte di Conad Centro Nord, dove tuttavia si stanno rimboccando le maniche per evitare la chiusura.

Costi non più sostenibili. È questa la motivazione che ha spinto l’attuale gestore a decidere per la chiusura, a partire dal prossimo 26 giugno. Ogni supermercato Conad, di fatto, è autonomo e indipendente. Ma è proprio all’interno degli altri consorziati che potrebbe arrivare anche una soluzione. L’ipotesi alla quale si sta lavorando, infatti, è quella di trovare un nuovo gestore, magari riadattando l’attuale supermercato mantenendo il marchio e trasformandolo in una nuova tipologia di punto vendita: un supermercato maggiormente di prossimità, in modo da renderlo più sostenibile anche da un punto di vista economico.

Le valutazioni sono attualmente in corso. E già venerdì è in programma un incontro per provare a trovare la quadra. In ogni caso, fanno sapere da Conad Centro Nord, tutti i dipendenti non dovrebbero perdere il posto di lavoro, anche se lo storico punto vendita di Pieve rimanga verrà chiuso. In quest’ultimo caso, per loro si aprirebbe la strada di un ricollocamento in altri supermercato.

Una notizia che ha spiazzato anche l’amministrazione comunale, fortemente contraria all’ipotesi della chiusura: «L’esito che auspichiamo è quello che il punto vendita rimanga aperto – afferma il vicesindaco, Matteo Sassi – non siamo parlando solo di un punto vendita commerciale, ma stiamo parlando di un vero polo civico».

Nello stesso edificio del supermercato, infatti, ci sono anche servizi pubblici come l’anagrafe decentrata e l’intero centro civico di Pieve, che inevitabilmente risentirebbero dell’eventuale chiusura. E la perdita del supermercato «Pieve è un quartiere storico che presenta molte situazioni di fragilità, legate alla presenza di tanti anziani soli in misura maggiore rispetto alla media della città – aggiunge Sassi –. Avere un punto vendita qualificante, per cibi freschi e non solo, è un presidio importante sul piano delle relazioni e del consolidamento dei legami fra cittadini e dipendenti del punto vendita stesso L’amministrazione comunale auspica che vi sia una continuità e che si salvaguardi anche la qualità dell’offerta. Per questo ci attiveremo con Conad per avviare un confronto con l’obiettivo di mantenere in vita il punto vendita, ritenendo critico sul piano sociale l’esito di una chiusura improvvisa».

Evaristo Sparvieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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