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La figlia dodicenne del titolare serve gli alcolici ai minorenni

di Ambra Prati
La figlia dodicenne del titolare serve gli alcolici ai minorenni

Un market del centro storico, che aveva già commesso una irregolarità, chiuso per una settimana In via Ferrari licenza sospesa per 16 giorni al Baricentro Caffetteria: era un ritrovo di pregiudicati

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REGGIO EMILIA. «Chiuso su disposizione del questore, ai sensi dell’articolo 100 Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ndr)». È l’avviso che campeggia da ieri su due esercizi commerciali – un market del centro storico e il Baricentro Caffetteria di via Vincenzo Ferrari – chiusi dal questore rispettivamente per 7 e 16 giorni. Nel primo la figlia del titolare, di appena dodici anni, ha venduto dell’alcol ad un sedicenne.

Emblematico della nuova stagione di tolleranza zero sul rispetto delle ordinanze anti-alcol, soprattutto per quanto riguarda i minori, quanto accaduto nel market – del quale omettiamo nome ed esatta posizione per tutelare la bambina – suo malgrado diventata protagonista del caso limite di cronaca.

Nei giorni scorsi la squadra amministrativa della questura ha notato tre ragazzi che camminavano in una strada cittadina, nei pressi delle piazze dei teatri: dopo aver confabulato, uno dei tre (zainetto in spalla) è entrato all’interno del negozio, ricongiungendosi poco dopo con gli amici. Il trio è stato poi pizzicato su una panchina del parco del Popolo dove, dopo aver estratto una birra a forte gradazione alcolica, gli agenti in borghese hanno bloccato i ragazzini intenti a infrangere l’ordinanza riguardante il consumo. Lo stratagemma dello zaino per nascondere l’alcol non è bastato, visto che la scena è stata filmata dalle telecamere.

Per i minorenni acquirenti è scattata la sanzione amministrativa. Più grave la posizione del negozio che, in virtù della recidiva (era già stato sanzionato per una irregolare somministrazione), è stato chiuso temporaneamente. Riaprirà il 25 giugno.

Diverso il caso della Caffetteria di via Emilia all’Angelo, dove i poliziotti hanno eseguito nove verifiche, identificando 70 avventori: tra questi, il 90% aveva precedenti penali. In quanto «abituale luogo di ritrovo di persone pregiudicate o pericolose per l’ordine pubblico», è scattata la sospensione della licenza fino al 4 luglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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