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Stadio, la Mapei tende la mano alla Reggiana

di Jacopo Della Porta
Stadio, la Mapei tende la mano alla Reggiana

I proprietari dello stadio offrono uno sconto sull’affitto e il Sassuolo una maggiore collaborazione tecnica

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REGGIO EMILIA. Mapei tende la mano alla Reggiana. È quanto emerge dall’incontro che si è tenuto ieri a Milano e al quale hanno partecipato l’amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali, l’amministratore di Mapei Stadium srl Carlo Pecchi, il segretario generale della Reggiana Nicola Simonelli e il responsabile commerciale Daniele Rocchi.

La multinazionale, che gestisce in concessione l’impianto tramite la Mapei Stadium srl, è disponibile a ridiscutere l’affitto, che attualmente si aggira sui 280mila euro all’anno, per venire incontro alle richieste avanzate dai proprietari della società granata. Si parla di uno sconto significativo, anche se probabilmente inferiore a quello auspicato.

Per quanto riguarda gli arretrati, circa 600mila euro, c’è la promessa che non sarà fatta alcuna azione legale per recuperarli e di concedere tutto il tempo necessario per un piano di rientro.

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Non solo. La Reggiana si lamenta del fatto che in occasione delle partite casalinghe gli incassi dei bar vanno ai gestori dell’impianto. Per questo negli ultimi match era anche stato lanciato un boicottaggio dei punti di ristoro da parte dei tifosi. Ora Mapei apre a una compartecipazione degli incassi.

Il Sassuolo si è detto disposto a intensificare la collaborazione tecnica con i granata, che quest’anno ad esempio ha portato al prestito del forte attaccante Pietro Cianci. Infine la Reggiana potrà utilizzare lo stadio per alcune amichevoli di lusso.

DIETRO LE QUINTE. Si tratta di aperture, che attendono di essere formalizzate, ma che rappresentano un segnale importante. Concessioni frutto del lavoro costante dietro le quinte del sindaco di Reggio Luca Vecchi negli ultimi mesi.

L’incontro di ieri a Milano, di cui aveva parlato la vicepresidente Alicia Piazza dopo il summit con il primo cittadino, aveva anche lo scopo di ottenere alcuni documenti utili per l’iscrizione al campionato. La Reggiana infatti deve dichiarare in quale impianto giocherà nella prossima stagione. La discussione però ha posto le basi per un dialogo più costruttivo tra le parti, dopo mesi di duri botta e risposta a mezzo stampa e lettere degli avvocati.

Il tema dell’affitto dello stadio è da mesi uno dei più caldi. I proprietari americani si sono scagliati più volte contro il contratto, che ritengono iniquo. Anche in questi giorni il caso stadio è stato indicato come una delle questioni centrali per il futuro granata.

I FRONTI APERTI. I fronti aperti in via Mogadiscio restano comunque molti e non è il caso di lasciarsi andare a trionfalismi. L’iscrizione della Reggiana al prossimo campionato è legata all’ingresso di eventuali nuovi partner. Questa è la novità principale emersa dall’incontro di lunedì in Comune tra il sindaco Luca Vecchi e la vicepresidente granata Alicia Piazza. Gli attuali proprietari infatti non hanno intenzione di provvedere a questo adempimento. Serve dunque qualcuno disposto a mettere sul piatto, in cambio di quote societarie, i circa 400mila euro necessari per la fidejussione e l’iscrizione.

PRESUNTO ACQUIRENTE. Ieri la segreteria del sindaco di Reggio ha ricevuto una lettera da parte di un imprenditore romano, Francesco Agnello, che ha chiesto informazioni e gli è stato dato il cellulare di un dipendente della società di via Mogadiscio. Resta da capire quanto questo interessamento possa essere concreto (in proposito c’è più di un dubbio).

Il presidente Mike Piazza, invece, dopo aver cercato senza successo soci a New York si è trasferito a Miami, dove ha in programma altri meeting che hanno sempre lo scopo di trovare partner. Poi l’ex sportivo Usa è atteso a Reggio Emilia, dove terrà una conferenza stampa, secondo quanto annunciato dalla moglie. Il presidente Piazza non parla dalla notte di Siena, dove ha lanciato pesanti accuse al calcio italiano. Un piccolo retroscena: dopo la sua sfuriata il presidente della serie C Gabriele Gravina aveva chiesto il cellulare del presidente per un chiarimento. I due però non si sono ancora sentiti.

PROGETTO TECNICO AL PALO. Quando e se si risolverà il nodo legato all’iscrizione, la Reggiana potrà occuparsi anche degli aspetti tecnici legati alla squadra da mandare in campo. Il direttore sportivo Giuseppe Magalini attende, come tutti i tesserati, input precisi e nel frattempo non può fare nulla.

Il tempo passa e gli 11 giocatori sotto contratto si interrogano sul loro futuro mentre chi se ne è tornato alla base dopo la fine del prestito difficilmente tornerà indietro. Intanto altre società mettono gli occhi sui calciatori della Reggiana e attendono di capire cosa accadrà nei prossimi giorni. In sospeso c’è, ovviamente, anche il discorso sul prossimo allenatore.

DIRIGENTI CERCANSI. In questi giorni a dir poco concitati è emersa chiaramente l’assenza di figure dirigenziali in grado di fungere da cerniera tra i Piazza e il territorio. L’amministratore delegato Ted Philipakos, che in un primo momento era stato visto come un uomo in grado di portare ordine in casa granata, si è presto defilato. Il risultato di questo vuoto è che in questi giorni, dove il presidente era assente, è mancato un riferimento di peso agli interlocutori reggiani.

In questi due anni soltanto i tifosi sono stati dalla parte dei coniugi “senza se e senza ma”. Ma ovviamente, nel clima di incertezza odierno, anche tra i fan si fanno largo dubbi e recriminazioni, come si legge nell’articolo dell’altra pagina.

CAUSE PENDENTI. Chi si accosterà alla Reggiana troverà cause civili in essere con ex dipendenti. Per fare fronte ai contenziosi sorti a seguito della ristrutturazione dell’azienda sono stati accantonati 200mila euro nello scorso esercizio. Una somma che però non sembra sufficiente per tutte le cause intentate.

IL CENTENARIO. La cronaca di questi giorni impedisce di guardare troppo avanti. Ma non si può dimenticare che la Reggiana si appresta a festeggiare il suo centenario. Fino a poco tempo fa il sogno era di poterlo fare in serie B. Ora l’obiettivo minimo di tutti è quello di esserci ancora. Un bel cambio di aspirazioni e di scenario.

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