«Siamo dispiaciuti, ci eravamo affezionati»
Clienti e residenti rammaricati per la chiusura di uno dei punti vendita storici del quartiere
REGGIO EMILIA. Ai frequentatori della galleria di Pieve Modolena dispiace, ovviamente, per la chiusura del piccolo supermercato Conad City. La preoccupazione è soprattutto dei clienti più anziani del quartiere che hanno maggiori difficoltà negli spostamenti, perché dovranno percorrere almeno ottocento metri per raggiungere uno dei supermercati più vicini. «Non sopporto i grandi ipermercati – si rammarica la signora Luisa Carini – mi stordiscono e disorientano, oltretutto mi sposto solo a piedi e sono in difficoltà ad andare fare la spesa lontano da casa».
Vicino all’unica cassa aperta, fra corridoi deserti e scaffali già ridotti al minimo indispensabile, c’è un'altra signora che ha appena fatto spesa, Carla Salati. che sottolinea l’importanza del rapporto che si instaura con i commessi: «Io personalmente guido la macchina e posso recarmi in uno degli altri supermercati dei dintorni, ma mi dispiace per i ragazzi che lavorano lì, ormai li conosco tutti e scambiamo sempre qualche chiacchiera. Nei grandi spazi commerciali non si riesce spesso ad avere lo stesso tipo di rapporto».
Nel clima desolante di un supermercato quasi totalmente vuoto anche Ilenia Fortese spiega che, pur non avendo grossi problemi a raggiungere altri supermercati, è dispiaciuta: «Certo mi dispiace della chiusura di questo piccolo market. Anche perché abito qua vicino e raggiungo a piedi il negozio. Tante volte per acquistare poche cose non si ha voglia di perdere troppo tempo nei grandi centri, che sono sempre più dispersivi».
Androniqi Troqe introduce un argomento interessante: «La colpa è di chi gestisce queste piccole realtà commerciali. Se il negozio non ottiene un giusto introito è giusto che chiuda. Io farò spesa altrove, ma se ci fosse stata un’attenzione maggiore alla clientela del quartiere, forse l’attività avrebbe potuto essere salvata».
Una riflessione importante è quella che riguarda i piccoli negozi di quartiere e i motivi per i quali sempre più persone li preferiscono rispetto agli ipermercati e alla grande distribuzione. Per quanto possibile – è questo il messaggio lanciato dalle persone più anziane – dovremmo ricominciare a supportare le piccole realtà di paese e di quartiere. Si tratta di un modo semplice per dare una mano all’economia locale e a persone che lavorano in modo onesto e che magari conosciamo da tempo. Talvolta vorremmo conoscere non solo dei negozianti se pur competenti, ma veri e propri consulenti culinari in grado di consigliarci una ricetta con gli ingredienti direttamente reperibili in negozio. E va da sè che è molto più facile chiedere consigli a un negoziante che vedi magari da anni e con cui sei anche solito confidarti che approcciarsi con volti nuovi, magari sorridenti ma sconosciuti. (a.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
