Venturi: «Nessun progetto per riaprire»
La Lega: «La Regione sconfessa Bini e Incerti». M5s: «Il Pd beffa i cittadini, la giunta presenti una nuova richiesta di deroga»
CASTELNOVO MONTI. Si è parlato del punto nascite del Sant’Anna durante il “question time” di ieri in Regione. L’assessore alla sanità Sergio Venturi ha risposto a Gabriele Delmonte, consigliere della Lega, che aveva chiesto informazioni sulla proposta – avanzata nel corso della serata pubblica dei giorni scorsi – di un progetto sperimentale per i punti nascita nelle zone disagiate geograficamente.
«NON SONO A CONOSCENZA di alcun progetto pilota per la riapertura del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti», è stata la risposta di Venturi. Delmonte: «Credo fosse una domanda legittima, conseguente all’incontro nel quale il sindaco Bini, supportato da alcuni esponenti del Pd, come l’onorevole Antonella Incerti, avevano più volte ribadito come sarebbe stato possibile intraprendere un percorso che portasse all’attivazione di un progetto pilota di carattere nazionale, al fine di riaprire i punti nascita dell’Appennino emiliano. In altre parole, l’assessore ha sconfessato i suoi compagni di partito che, a quanto pare, si erano appigliati alla futuribile ipotesi di un non meglio precisato progetto pilota al sol fine di sottrarsi dall’aderire all’appello dei comitati dei cittadini Salviamo le cicogne e Di.na.mo, che avevano chiesto alla Regione di riformulare al ministero la richiesta di deroga che avrebbe consentito la riapertura del punto nascite».
«UN AUTOGOL, quello di Bini e Incerti – commenta Delmonte – strumentale alla ragion di partito, poiché la chiusura del reparto di Ostetricia del nosocomio appenninico, che presenta condizioni orogeografiche a tal punto difficili da rientrare a tutti gli effetti nella deroga, è tutta imputabile alla Regione, a targa Pd, la quale, nel 2017, sentito il parere del “Comitato percorso nascita nazionale”, e dopo aver fatto richiesta di deroga presentando una documentazione imprecisa e dunque prevedibilmente rigettabile, aveva deliberato la chiusura di tutti, e solo, i tre punti nascita della montagna, ovvero quelli che presentavano evidenti condizioni orogeografiche difficili».
«DI POSITIVO – conclude Delmonte – c'è l'apertura dell'assessore Venturi, il quale ha aperto alla possibilità “in fase di Conferenza Stato-Regioni, di rimettere in discussione l’accordo Stato-Regioni del 2010” (alla luce delle nuove aperture fatte dall’attuale governo nazionale) che ha, di fatto, dato mandato alle Regioni di chiudere i punti nascita nei quali venivano eseguiti meno di 500 parti l'anno».
Venturi si è detto personalmente non al corrente delle iniziative sul territorio e dell'esistenza di progetti pilota per riaprire alcuni punti nascita, tuttavia, se il ministero della Salute dovesse proporre modifiche degli accordi – ha precisato l’assessore – «questa Regione è disponibile al confronto, tenuto conto del rispetto dei requisiti minimi di sicurezza, a partire dal numero minimo di parti l'anno. E' evidente comunque che l'iniziativa deve essere del ministero».
Dura la replica di Delmonte: «Ci sono progetti pilota conosciuti da esponenti del Pd nazionale ma non da noi che siamo in Regione? Si vuole buttare la palla in un altro campo quando tutte le responsabilità» sul percorso «sono del Pd regionale».
SULL’ARGOMENTO interviene anche Silvia Piccinini, capogruppo regionale M5S, che commenta in questi termini le le dichiarazioni in assemblea legislativa dell’assessore Venturi riguardo al caso della chiusura dei punti nascita, in particolare quello di Castelnovo Monti. «La risposta dell’assessore Venturi oggi in Assemblea sulla riapertura dei punti nascita è l’ulteriore dimostrazione di come il Pd continui a farsi beffa dei cittadini della montagna. Dei fantomatici progetti pilota che il sindaco Bini e l’onorevole Incerti avevano annunciato ai quattro venti la Regione sostiene di non saperne nulla, continuando così il gioco allo scaricabarile che va avanti ormai da troppo tempo. Per questo nei prossimi giorni depositeremo una risoluzione per chiedere che la giunta presenti una nuova richiesta di deroga per i punti nascita chiusi lo scorso anno, tra i quali c’è anche quello di Castelnovo Monti».
«VENTURI IN AULA, oltre a smentire quanto detto dal sindaco di Castelnovo e dalla parlamentare Pd Antonella Incerti, si è detto disponibile al confronto su una revisione dei criteri che hanno portato alla chiusura di queste strutture – spiega Silvia Piccinini –. Visto che noi vogliamo che queste parole non restino al vento, chiediamo ufficialmente che la Regione avvii questo processo presentando al più presto una nuova richiesta di deroga al ministero. Richiesta che però deve essere di certo meglio motivata e più precisa di quella che è stata bocciata lo scorso anno. Basta prendere in giro i cittadini. Noi lo ribadiamo: mantenere in vita i punti nascita dove si registrano meno di 500 parti l’anno si può. Basta applicare questi stessi criteri, non alla singola struttura, ma all’équipe medica che opera in più realtà vicine e che insistono su zone disagiate come quelle della nostra montagna. Possibilità che per il punto nascita di Castelnovo Monti – conclude Silvia Piccinini del M5S – ormai sarebbe più che naturale, vista l’integrazione del Sant’Anna con l’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia».
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