Accolta in parte la richiesta sulle nuove intercettazioni
REGGIO EMILIA. Solo una parte delle 270 intercettazioni richieste sarà trascritte. È questa la decisione del collegio ieri alla ripresa del processo Aemilia bis, filone legato a intestazioni fittizie...
REGGIO EMILIA. Solo una parte delle 270 intercettazioni richieste sarà trascritte. È questa la decisione del collegio ieri alla ripresa del processo Aemilia bis, filone legato a intestazioni fittizie a prestanome per nascondere i patrimoni degli uomini della ’ndrangheta. Il commercialista Donato Agostino Clausi è indicato come uomo di fiducia di Giuseppe Giglio (che ora è un pentito) e specialista nell’occultare l’effettivo proprietario delle società costituite. Figura tra gli imputati il reggiano 68enne Mario Mazzotti che è difeso dall’avvocato Franco Beretti. L’imprenditore respinge l’accusa di aver dato un contributo all’associazione mafiosa. Agli atti vi è già una corposa mole di intercettazioni (qualche migliaio di pagine). L’avvocato bolognese Fausto Bruzzese (difende sei imputati) aveva chiesto la trascrizione di 270 ulteriori intercettazioni, a cui si è opposto il pm antimafia Beatrice Ronchi. Ieri la Corte – presieduta da Giovanni Ghini, a latere i giudici Luca Ramponi e Chiara Alberti – ha incaricato il perito Giampiero Benedetti di trascriverne una parte. Novanta giorni di tempo con rinvio dell’udienza a settembre.
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