«Basta propaganda, non esiste nessuna schedatura»
REGGIO EMILIA. «L’Emilia-Romagna non fa nessuna schedatura, ed è vergognoso e offensivo il solo pensarlo. Dal 1996, in accordo con le loro associazioni, si limita a rilevare presso i Comuni e in...
REGGIO EMILIA. «L’Emilia-Romagna non fa nessuna schedatura, ed è vergognoso e offensivo il solo pensarlo. Dal 1996, in accordo con le loro associazioni, si limita a rilevare presso i Comuni e in forma assolutamente anonima dati statistici. Si tratta di una forma di monitoraggio a sostegno della legge regionale del 2015 che, in coerenza con le linee guida europee, ha come obiettivo quello di superare i cosiddetti grandi campi». Così la vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, risponde ai leghisti che citano la Regione come autrice di un censimento. «I dati che chiediamo ai Comuni riguardano il numero di nuclei familiari che vivono nelle aree di sosta, la loro composizione, soprattutto il numero di minori e il loro livello di scolarizzazione. La medesima rilevazione viene fatta anche per altri settori. Stiamo parlando di una popolazione che in Emilia-Romagna è composta da circa 3000 persone su un totale di 4,5 milioni di residenti ed è italiana per il 95%. Per quanto riguarda la legge regionale, creata per eliminare i grandi campi, sostituendoli con piccole aree attrezzate o soluzioni abitative alternative, prevede l’obbligo di pagamento delle utenze da parte di chi vi abita, senza risorse pubbliche e risponde a direttive europee, alle quali altre regioni si stanno adeguando. Un conto è proporre questionari. Altro è fare propaganda politica».
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