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Bloccati i lavori per la nuova antenna

Bloccati i lavori per la nuova antenna

La petizione dei cittadini che frequentano il quartiere di via Gran Sasso incassa il primo round

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REGGIO EMILIA. La replica del Comune, in risposta alla problematica sollevata dai residenti e non di via Gran Sasso d’Italia, in merito alla costruzione dell’antenna telefonica Wind, non è tardata ad arrivare dopo la raccolta di 1500 firme convogliate nella petizione che domani verrà presentata all’amministrazione comunale.

Il Comune ha concordato con Wind un fermo dei lavori di installazione dell’impianto, così da poter svolgere nelle prossime settimane un incontro con i cittadini, come proposto dalla petizione che domani verrà consegnata agli assessori Valeria Montanari e Mirko Tutino. Ma, contestualmente allo stop, il Comune fa anche delle precisazioni: «Gli impianti degli operatori di telefonia mobile in Italia sono considerati come opere di pubblica utilità – spiegano da Piazza Prampolini – e pertanto hanno come unico sostanziale vincolo il via libera delle autorità ambientali (Arpae e Ausl). Dalle valutazioni di Arpae, l’altezza dell’impianto (33 metri) e la diffusione in orizzontale del segnale rende trascurabile l’effetto sugli edifici posti al di sotto dell’antenna ed è stata invece valutata da Arpae l’entità della diffusione sugli edifici posti a un’altezza comparabile con quella dell’antenna, con una previsione di valori tali da portare l’agenzia a rilasciare un parere positivo».

L’operatore di telefonia – comunica l’amministrazione – non ha fornito, né ad Arpae né al Comune, eventuali ipotesi alternative su terreni o coperture private. «È stata invece valutata un’altra soluzione su area pubblica che, tuttavia, oltre a non essere a maggiore distanza dalle abitazioni e dai servizi del quartiere, non avrebbe avuto requisiti tecnici adeguati – aggiunge il Comune – Purtroppo le aree di copertura dipendono dall’uso delle linee dati che sempre più viene effettuato da ciascun possessore di telefonino».

Il Comune spiega che «una ricognizione dall’alto dell’area dimostra che nella zona in cui l’operatore ha necessità di copertura sarebbe impossibile trovare un’ulteriore zona pubblica o privata sgombra da servizi o edifici su cui posizionare l’antenna».

Ad oggi la voce dei cittadini ha già avuto un primo riscontro oggettivo: lo stop ai lavori, in attesa che vengano consegnate le 1500 firme che sostengono la petizione, e un incontro pubblico con gli amministratori per discutere in modo approfondito della vicenda. I cittadini vogliono capire le motivazioni che hanno portato a favorire la costruzione dell’antenna proprio all’interno di un parco pubblico altamente ricco di vita sociale, con un inevitabile impatto sul paesaggio e sull’ambiente naturale.(a.t.) . ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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