Cerezzola riscopre l’antica miniera
Dagli anni ’20 agli anni ’60 il basalto è servito per le massicciate ferroviarie. Un weekend di teatro, visite e installazioni
CANOSSA. Sulle tracce dei minatori e di quella pietra vulcanica che per quattro decenni ha portato lavoro a Cerezzola. Sabato 23 e domenica 24 il borgo, lungo la strada che dalla valle dell’Enza risale verso Vedriano e Trinità, e la riserva naturale della rupe di Campotrera diventeranno la sede temporanea delle “memorie del suolo”, un progetto artistico dedicato al periodo in cui Campotrera e Cerezzola ospitarono una cava di basalto, pietra vulcanica usata per le massicciate ferroviarie.
LA PROSPERITÀ. Un’attività che per quattro decenni, dagli anni ‘20 sino agli inizi del ‘60 dello scorso secolo, ha garantito buona prosperità, al costo del durissimo lavoro degli operai. Il piccolo e antico borgo si è man mano popolato da addetti e persone che volevano avvicinarsi alla sede operativa, prima di venire progressivamente abbandonato dalla fine degli anni ‘50.
A segnare il primo declino è la scomparsa del titolare della cava, componente della storica famiglia Tirelli. Il cambio delle tecnologie ha poi decretato la fine dell’esperienza e lo spopolamento.
LE MEMORIE. Ora rimangono memorie: nel suolo, nella cava, nelle case rimaste, nei ricordi dei parenti dei minatori e degli operai del periodo. Detriti collettivi che lo scorso anno l’associazione Amici di Cerezzola ha cercato di valorizzare e di riscoprire con un momento aperto, “Alla Scoperta del sentiero dei minatori”.
L’inizio dell’estate 2018 segna il prosieguo del cammino, ora portato avanti con la compagnia teatrale reggiana Pietribiasi-Tedeschi. Dal marzo 2018 la regista Cinzia Pietribiasi ha intervistato diversi abitanti e ha raccolto racconti audio e video di 12 testimoni diretti e indiretti del lavoro nella cava nella Riserva naturale della rupe di Campotrera. Ora questo materiale verrà restituito, sotto forma di mostre, di istallazioni e di teatro, in quello che i promotori sperano essere il primo passo per una memoria permanente in loco.
Il cuore del nuovo progetto sono tre momenti autonomi, a cui il pubblico può prenotarsi.
I PERCORSI. Il primo è il “percorso nel borgo”, con piccole tappe e brevi esibizioni nelle case private e nei cortili del borgo. Il secondo è composto dalle installazioni “Ritratti Sonori”, all’interno della piccola chiesa di Santa Maria Maddalena, e “Tavolo della Memoria” nella casa a torre della signora Laura Mantovani, figlia dell'ultimo capocantiere della cava. La terza opzione è una serie di letture nella cava.
Nel pomeriggio di sabato e nell’intera giornata di domenica tutte le opzioni saranno disponibili, unite a discese col sole e in notturna sino alla riserva naturale e ai resti dell’ex cava. Le camminate ovviamente richiedono scarpe e abiti adatti. Il giro nel borgo costa 8 euro, l’escursione alla cava 5 euro, il pacchetto completo richiede 10 euro. Le installazioni saranno invece aperte gratuitamente e senza prenotazione. Per informazioni e prenotazioni, 333 8983730 (Francesca) e amicidicerezzola@ gmail. com.
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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