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«Chi va a rubare deve pagare»

«Chi va a rubare deve pagare»

Torre, rappresentante dei rom e dei sinti: «Non si incolpi tutti una comunità»

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REGGIO EMILIA. «Chi va a rubare deve pagare. E basta. Che sia un rom, un sinti, un italiano, un francese o un extracomunitario. Io abito a Correggio. Se un correggese ruba, si dà la colpa a tutta Correggio? Non credo. Se un rom o un sinti rubano, cosa c’entra quindi tutta la comunità?». Così Vladimiro Torre, presidente dell’associazione Thèm Romanò e rappresentante delle comunità rom e sinti di Reggio e dell’Emilia-Romagna, interviene sugli arresti operati dalla Questura. «Diciamo nomi e cognomi di queste persone – aggiunge Torre – le responsabilità sono dei singoli. Non scarichiamo la colpa su tutta la comunità. È assurdo».

Da tempo Torre si occupa di inclusione. Ed episodi come la rapina aggravata commessa in via Luxemburg da due cittadini rumeni di etnìa rom, senza fissa dimora e sembra in trasferta da Bologna, di certo non aiuta. Tanto meno la messinscena che ne è seguita (leggi articolo in alto).

«Stiamo lavorando con la Regione per una legge sui nomadi per avere delle micro-aree – spiega Torre – Abbiamo fatto questo lavoro anche con altre associazioni. Ma vedendo tutto quello che succede in Italia c’è da preoccuparsi. Anche perché noi siamo italiani al 100%. Siamo qui da secoli e siamo diventati sedentari. Lavoriamo, paghiamo le utenze e i nostri bambini vanno a scuola. Chi dice che gli zingari devono essere rimandati al loro Paese non sa che in realtà il nostro Paese è proprio l’Italia».

Secondo uno degli ultimi monitoraggi della Regione, che risale all’anno scorso, la nostra provincia è quella che ha il più cospicuo insediamento di Sinti e Rom, con 76 campi e aree in cui vivono 1295 persone, seguita da Modena (35 insediamenti per 585 nomadi e Bologna (29 campi per 509 persone).

«Speriamo che vengano rispettate le parole dell’Unione europea: non eliminare i campi nomadi, ma dare la possibilità di una casa a chi la chiede».

La maggior parte dei nomadi reggiani, in realtà, è di origine sinti ed è stanziale. Tradizionalmente, ad eccezione di singoli casi, a Reggio Emilia i rom non sono presenti, tanto meno in forma stanziale.

Per il presidente Thèm Romanò, «è un problema far capire la nostra cultura. Noi siamo musicisti, persone di spettacolo, viaggiante. E siamo diventati sempre più stanziali. Non vogliamo niente da nessuno, paghiamo la luce, paghiamo l’acqua, paghiamo tutto. Se poi c’è qualcuno che ruba, le responsabilità sono dei singoli. Ed è giusto che paghino per quello che fanno».

Evaristo Sparvieri

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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