Dalla tragedia, la nuova vita e un libro scritto a sei mani
TOANO. Questa storia inizia, in modo tragico, nel 2003, in un pomeriggio di inizio dicembre. Federico Lusuardi, 25enne di Spezzano (Modena), e la fidanzata, la 21enne modenese Giulia Tomasi,...
TOANO. Questa storia inizia, in modo tragico, nel 2003, in un pomeriggio di inizio dicembre. Federico Lusuardi, 25enne di Spezzano (Modena), e la fidanzata, la 21enne modenese Giulia Tomasi, viaggiano sulla Polo di lui. A Spezzano di Fiorano rimangono coinvolti in un devastante incidente frontale fra via San Giovanni Evangelista e l’incrocio con via Crociale, in un punto già noto per la sua pericolosità.
L’impatto con una Punto guidata da un 27enne è violentissimo. Giulia muore sul colpo, mentre Federico spira dopo tre giorni in cui non riprende mai conoscenza. I genitori decidono per la donazione degli organi, scelta generosa e all’epoca non così conosciuta, e il cuore del ragazzo viene espiantato e portato al Sant’Orsola di Bologna, dove viene impiantato nella cassa toracica di Armando Ceccati, 36enne impiegato di Cavola da tempo in lista per un trapianto a causa delle cardiomiopatia dilatativa con cui deve combattere. L’intervento va bene e Armando si riprende e può godersi oltre 14 anni di vita che, in quei giorni confusi, gli parevano probabilmente un miraggio.
Quell’esperienza così forte condiziona inevitabilmente Armando, che inizia a riflettere sulla sua nuova vita e sul percorso che l’ha portata in dono: ogni trapianto salvavita è inevitabilmente figlio di una tragedia. Un “peso” non da poco, per molti versi. Ceccati incontra la famiglia di Lusuardi, inizia a mettere su carta le proprie riflessioni generate da questa vicenda così peculiare e nel 2010, assieme ai genitori di Enrico, decide di pubblicare un libro.
È una biografia a sei mani, firmata da Ceccati, dalla Antinogene e da Lusuardi, dal titolo “Il trattore e la carriola”.
Un’iniziativa pensata per sensibilizzare sulla donazione di organi e per dare un aiuto concreto: il ricavato delle vendite e delle donazioni seguite all’uscita del volume sono state destinate negli anni alle associazioni di volontariato che operano nel campo dei trapianti al policlinico Sant’Orsola di Bologna. Nel frattempo Armando decide un altro omaggio, più diretto, e aggiunge come secondo nome Federico, per ricordare la persona da cui ha ricevuto la sua seconda vita. (adr.ar.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google