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Dopo la prima prova si pensa già agli orali

di Carlotta Curti
Dopo la prima prova si pensa già agli orali

Al polo di via Makallè tra i ragazzi di Nobili, Secchi, Canossa e Pascal Oggi il secondo scoglio diverso per ogni scuola, lunedì il “quizzone” 

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REGGIO EMILIA. Il primo scoglio è andato. Ieri mattina 3.500 studenti reggiani hanno affrontato la prima prova scritta dell’esame di Stato: la prova d’italiano. Sei ore di tempo per svolgere una delle consuete quattro tipologie: analisi del testo, saggio breve o articolo di giornale, tema storico e tema di ordine generale. Un silenzio irreale regnava al polo di Via Makallè, dove abbiamo raccolto a caldo le impressioni e le sensazioni dei primi studenti che sono usciti dagli edifici scolastici. Daniel Vezzani è il primo a uscire dal Nobili dove frequenta l'indirizzo elettronica ed elettrotecnica, alle 12.10: «Ho scelto di svolgere la traccia della tipologia D che parlava della Costituzione, in particolare sulla legge dell’uguaglianza… sì sono soddisfatto di quello che ho scritto anche se non è che mi piacesse tanto. Le tracce erano molto molto difficili». Anche Alessandro Bedogni, che invece frequenta il liceo linguistico Matilde di Canossa, ha scelto il tema di ordine generale: «Il tema era un po’ vago nel senso che non potevi andare troppo nel dettaglio però sono abbastanza soddisfatto, potevo parlare un po’ di tutto essenzialmente. Ho inserito temi attuali per esempio il censimento che vuol far Salvini sui rom, o anche temi come il divario tra uomo e donna in ambito lavorativo». Federico Lugli, studente dell'Itg Secchi, ha scelto invece il saggio breve storico-politico, con l'argomento “Massa e propaganda”: «Ho parlato della differenza tra ieri e oggi, trattando anche della situazione dei migranti oggi in Italia visto che chiedeva di parlare dell’identificazione di un nemico quindi ho parlato di quello che è successo pochi giorni fa».

Decisamente soddisfatto è Costanzo Pio Grifa ( Itg Secchi): «Ho scelto la tipologia B, tecnico-scientifico, quindi clonazione e bioetica. Ho scelto questa perché in base alla mia esperienza sapevo cosa dire e mi ci sono buttato a capofitto: infatti ci ho messo appena tre ore». Ma la traccia più gettonata è stata anche quest’anno quella di ambito socio-economico, come ha fatto Giorgia Cocconi (Itg Secchi): «Ho puntato su qualcosa che sapevo fare, per andare sul sicuro. La nostra professoressa ci ha spiegato come fare il saggio breve e durante l'anno abbiamo fatto le simulazioni proprio come se fossimo all’esame. Abbastanza soddisfatta ma punto di più sulle altre prove, italiano non è la mia materia preferita». «Ho fatto il saggio breve sulla creatività – spiega Maria Cristina Blancato, studentessa del liceo Canossa, indirizzo scienze umane – ho raccontato dell’importanza dell’immaginazione all’interno della vita di tutti noi, toccando anche un po’ l’ambito scientifico e tecnologico e ho sottolineato il fatto che parte tutto da uno stato un po’ primitivo che è quello alimentato dall’ozio, dalla tranquillità. È stato abbastanza complesso da svolgere come tema però era quello che richiamava di più la mia attenzione». Stessa traccia, ma approfondita diversamente, anche per Leonardo Scognamiglio, indirizzo Elettronica ed elettrotecnica del Nobili: «La creatività è un aspetto molto importante nel nostro settore perché la macchina e l’uomo possono entrare in contrapposizione e noi dobbiamo essere bravi a essere creativi in modo da prevalere sulla macchina e a non farci dominare in quanto la macchina non è intelligente, a differenza dell’uomo». Anche Lorenzo Fontana (Pascal grafico) è rimasto colpito dall’argomento del saggio breve socio-economico. «C’erano diversi documenti, io ho scelto di sviluppare gli articoli del Corriere. Ho parlato di come possiamo tirare fuori la creatività da noi stessi, concedendoci dei momenti di pausa, pensando controcorrente e uscendo dagli schemi della nostra società». C’è chi poi per la tipologia B ha deciso di svolgere l’articolo di giornale: «Ho scelto la tipologia B, traccia artistico-letteraria sulla solitudine – dice Rebecca Miccoli (Pascal grafico) – durante l’anno ho sempre svolto la traccia di ambito artistico-letterario siccome è quella con cui ho avuto sempre meno difficoltà, quindi sono contenta». Infine, Giorgio Bassani non ha spaventato la studentessa del Canossa, scienze umane, Delia Maseroli, che quindi ha optato per la tipologia A, ovvero l’analisi del testo: «Avevo già deciso di farla, poi comunque ho visto che era in prosa quindi non era così impossibile, nonostante non conoscessi l’autore perché non avevo idea di chi fosse Bassani, però mi è sembrato abbastanza fattibile. Durante l’anno avevo svolto questa tipologia, anche se era in poesia». Oggi è il giorno delle seconde prove mentre lunedì gli studenti si cimenteranno con la terza. Ma tutti gli intervistati sono stati concordi nel dire che ciò che temono di più sono gli orali.

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