Morte di Mattia, il pm dispone nuovi esami
Consulenza medico-legale sull’aritmia cardiaca congenita di Dall’Aglio, il nuotatore di 24 anni
REGGIO EMILIA. Serve un nuovo accertamento specialistico della medicina legale sul cuore di Mattia Dall’Aglio. Lo ha deciso il pm Katia Marino dopo un periodo di riflessione conseguente alla consegna della corposa relazione sulle cause del decesso del campione di nuoto reggiano. Le nuove analisi, che dureranno mesi, serviranno ad approfondire alcuni aspetti delicati di questo caso: Mattia soffriva di un’aritmia cardiaca, ma era anche un atleta di primo livello e questi fattori devono essere accostati alle cause del suo decesso ancora da chiarire in dettaglio, dal momento che è stato trovato morto nella saletta della piscina dei vigili del fuoco adibita a palestra. La domanda sottostante è quindi facilmente intuibile: l’atleta, che era stato sotto osservazione per il suo problema cardiaco congenito, può aver fatto uno sforzo eccessivo con gli attrezzi? Oppure, ipotesi non ancora esclusa, è stato colto da un malore senza aver utilizzato gli attrezzi? La risposta potrà chiarire eventuali responsabilità di terzi. Come noto, in questa inchiesta fin dalla prima ora ci sono due indagati: un tecnico responsabile della saletta e il presidente dell’associazione “Amici del Nuoto”, entrambi assistiti dal professor Giulio Garuti. Il loro coinvolgimento nell’indagine per ora è stato un atto dovuto. Forse solo dopo questa seconda tornata di perizie medico-legali si potrà capire se hanno avuto una qualche responsabilità effettiva oppure no.
Che si trattasse di un’autopsia complessa è stato chiaro da subito. In prima battuta all’Istituto di medicina legale di Modena furono chiamati il medico incaricato dal pm Marino, il consulente dei due indagati e quello del familiari. Gli accertamenti rivelarono alcune anomalie che meritavano un approfondimento. Per questo il cuore di Mattia fu affidato a un laboratorio medico-legale di Padova specializzato in analisi cardiologiche “post mortem”.
A Padova è rimasto per mesi e anche la perizia è stata lunga da stilare. Ma alla fine la relazione è arrivata prima alla medicina legale di Modena e poi sul tavolo del procuratore. Nelle conclusioni si rilevava l’aritmia cardiaca indicata come una patologia congenita. Un fattore che, a un’attenta analisi, si è rivelato un elemento di complicazione. Per questo il pm Marino ha disposto una perizia supplettiva.
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