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Ottomila spettatori al “Ruttosound” per aiutare il Grade

Ottomila spettatori al “Ruttosound” per aiutare il Grade

REGGIOLO . Ancora una volta il Ruttosound fa centro. Grandissimo successo per la competizione “sonora” che si svolge da oltre vent’anni a Reggiolo e che richiama ogni anno migliaia di spettatori...

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REGGIOLO . Ancora una volta il Ruttosound fa centro. Grandissimo successo per la competizione “sonora” che si svolge da oltre vent’anni a Reggiolo e che richiama ogni anno migliaia di spettatori desiderosi, allo stesso tempo, di divertirsi e anche di fare del bene. Come da tradizione, infatti, il ricavato della serata (alla quale hanno assistito più di 8mila spettatori) sarà destinato al Grade.

Prima della sfida vera e propria, sul palco è salito Francesco Merli, primario dell’Ematologia del Santa Maria Nuova di Reggio, per ufficializzare che proprio martedì è entrata in funzione la nuova Pet, il moderno macchinario diagnostico per il quale sono stati raccolti fondi con attività benefiche in tutta la provincia.

Venendo alle “prestazioni”, da sottolineare che ancora una volta il successo è andato al modenese di Savignano sul Panaro Rutt Mysterio – personaggio liberamente ispirato al wrestler messicano Ray Misterio – che per la settima volta in pochi anni è risultato il migliore dei “tenori” in gara.

Al secondo posto si è classificato Riccardo Costa e al terzo Alessio Masoni. Ma la competizione, come da tradizione, non è stata riservata soltanto ai concorrenti maschili. Da segnalare, infatti, l’ottima prestazione di Jasmine, giovane concorrente reggiana che non ha sfigurato nello sfoderare le proprie emissioni gastriche, così come un altro reggiano, Andrea Carra.

Quindici, in tutto, i partecipanti, tra i quali anche “Nonna Camilla”, concorrente che nelle scorse edizioni era finito sugli annali con il nome “Porco di Albinea”. Si sono sfidati nei vari “campi” del rutto, da quello di potenza a quello di durata. Grande la soddisfazione di Stefano Morselli, che da oltre vent’anni organizza questa manifestazione ormai diventata un vero cult.

«È stato bellissimo – ha spiegato – incontrare ragazzi che sono arrivati a Reggiolo dalla Puglia, dalla Basilicata o dalla Calabria per assistere al Ruttosound, riposare per qualche ora e poi ritornare a casa. È un evento che non conosce eguali in nessuna parte del mondo e non possiamo che andarne fieri. Andremo avanti ancora per ricordare Marco Ferrari: l’anno prossimo saranno 25 anni dalla sua scomparsa dovuta alla leucemia».

Passano gli anni e il Ruttosound continua a mantenere il proprio appeal: prova ne è anche la presenza in giuria di uno dei produttori di “Tù sì que vales”, in cerca di “talenti”. (a.v.)

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