Gazzetta di Reggio

Reggio

PENALIZZATO CHI AVEVA IDEE ORIGINALI DA ESPORRE

A settant’anni dalla Costituzione e dalla fondazione d’Israele, a cinquanta dal fatidico 1968, a quaranta dall'uccisione di Aldo Moro il ministero ha dribblato le principali ricorrenze, con l’eccezion...

2 MINUTI DI LETTURA





A settant’anni dalla Costituzione e dalla fondazione d’Israele, a cinquanta dal fatidico 1968, a quaranta dall'uccisione di Aldo Moro il ministero ha dribblato le principali ricorrenze, con l’eccezione delle leggi razziali, di cui ricorre l’80esimo, e della Carta costituzionale.

Allo stesso modo ha deluso chi scommetteva su Pirandello, Leopardi (nel 220esimo della nascita) o D’Annuzio (80 anni dopo la morte). Nè hanno trovato spazio le questioni di stretta attualità politica, dall'immigrazione al terrorismo. Come al solito, le troppo facili previsioni sono state disattese.

Si dirà che così si vanificano i lavori preconfezionati con l’ausilio di docenti fuori orario e magari trascritti su bigliettini. Si rischia, però, di tarpare le ali a chi ha seriamente approfondito un argomento, aggiunge l’informazione alla formazione e ha qualche opinione e idea originale da esporre. Non è un caso che si usi sempre più spesso il termine “traccia” al posto del classico “tema”. Ai candidati non si propongono tesi da discutere liberamente alla luce della cultura personale forgiata nel passaggio dall’adolescenza alla presumibile maturità, ma solchi già tracciati da percorrere orientandosi sui documenti che corredano i quattro ambiti della traccia B (di fatto quattro temi diversi), rispondendo ai quesiti della A e prendendo spunto dalle riflessioni posposte alla C. Soltanto la traccia D ha una formulazione tradizionale. Peraltro gli argomenti trattati in questa prima prova rientrano nel quadro della cultura generale di cui un maturando deve dare dimostrazione. L’antisemitismo evocato da Bassani è una tematica ricorrente.

Per i tanti studenti reggiani che hanno partecipato ai viaggi della memoria promossi da Istoreco era quasi un invito a nozze, a condizione che l’avessero approfondito con letture specifiche o con una riflessione critica.

Appare piuttosto inattuale, invece, il tema della solitudine proposto in un’ottica esistenzialista con riferimenti letterari puntuali, ma poco incisivi nell’epoca in cui viviamo, caratterizzata dall'inedita solitudine della comunicazione digitale. La creatività è certamente un argomento stimolante, ma che viene illustrato in maniera piuttosto astratta. La questione della propaganda si connette con l'attuale crisi di credibilità dei mezzi d'informazione e delle reti sociali. Peccato che i documenti proposti non facciano riferimento alle cosiddette fake news. In quanto alla clonazione, siamo ormai lontani dal clamore suscitato nel 1996 dalla pecora Dolly. La bioetica continua ad occuparsene, ma senza grandi ripercussioni nell'opinione pubblica. Il tema di carattere storico è stato presentato come relativo alla cooperazione internazionale. L'unica maniera in cui poteva intercettare l'interesse di un giovane è il riferimento all'Europa, che dal lungo processo di unificazione rischia di regredire alla disintegrazione. Infine per il commento all'articolo 3 della Costituzione si sottolineava correttamente il confronto fra l'uguaglianza formale e sostanziale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google