Gazzetta di Reggio

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Un cuore donato che unisce due famiglie

di Adriano Arati
Un cuore donato che unisce due famiglie

Nasce l’associazione “Amici di Armando e Federico”. Il primo, vissuto 15 anni con l’organo del secondo, è morto di recente

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TOANO. Nel nome della generosità. Sabato 23 giugno, a Cavola di Toano, debutterà ufficialmente l’associazione culturale senza scopo di lucro “Amici di Armando e Federico”, una realtà solidale legata da una storia di cuore. Nel senso letterale.

Il toanese Armando Federico Ceccati, morto pochi mesi fa, dal 2003 aveva vissuto grazie a un trapianto di cuore; l’organo era quello prelevato dal corpo di Federico Lusuardi, 25enne di Spezzano Modenese, morto assieme alla fidanzata Giulia in un incidente stradale il 7 dicembre 2003. Armando all’epoca aveva 36 anni ed era alle prese con una gravissima forma di cardiomiopatia dilatativa, un problema cardiaco che lo avrebbe portato alla morte.

Era già in lista da tempo per il trapianto di cuore. Il decesso di Federico gli permise di avere un cuore nuovo, con cui ha potuto vivere per quasi 15 anni. Un dono, un atto di generosità della famiglia Lusuardi che Armando ha sempre cercato di ricambiare.

Prima aggiungendo come secondo nome all’anagrafe Federico, in omaggio al suo sfortunato salvatore, e poi scrivendo un libro sulla vicenda assieme ai genitori dello stesso Federico, Laura Antinogene ed Enrico Lusuardi.

Nel febbraio 2018 Armando è morto, ma l’eco positivo di questa storia non si spegne. Enrico e Laura hanno deciso di creare questa associazione, dedicata a entrambi i protagonisti, ed Enrico ne è il presidente. Ora, arriva il momento del debutto a Cavola, in quella valle del Secchia che ha segnato le esistenze di Federico e Armando. L’appuntamento è dalle 18 di sabato 23 giugno, alla chiesa parrocchiale di Cavola. Lì andrà in scena la rassegna “Voci del Cuore” con il coro “Monte Sagro” di Carrara del maestro Alessandro Buggiani e il coro reggiano-parmense “Le maestà” di Toano e Palanzano, del maestro Paolo Tavars. Alle 19.30 trasferimento al Cavolaforum, a poche centinaia di metri di distanza, per una cena a buffet dal costo di 12 euro (prenotazione al numero 339 7508981 e scrivendo a amicidiarmandoefederico@gmail.com).

Alle 21, si parlerà dell’associazione e dei temi che vuole portare in evidenza, a partire dalla donazione di organi, in un dialogo con la terapeuta Ameya Canovi. «Donare un po’ di noi stessi implica pensare a chi siamo per poi decidere cosa condividere, come e quanto», racconta ora il presidente Enrico Lusuardi. Tutti noi «possiamo donare le nostre idee, il nostro sapere, il nostro tempo. Possiamo decidere di donare parti del nostro corpo a chi ne ha bisogno per proseguire la propria vita. In nome di Armando e Federico, l’associazione vuole portare questo messaggio: possiamo fare e dare tanto, per onorare e proteggere la vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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