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Una ricchezza durata 40 anni in un’area povera e contadina

CANOSSA. La cava di Campotrera e il vicino borgo di Cerezzola hanno rappresentato per quasi quarant’anni una delle pochissime opportunità di lavoro e di disponibilità economica in una delle zone più...

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CANOSSA. La cava di Campotrera e il vicino borgo di Cerezzola hanno rappresentato per quasi quarant’anni una delle pochissime opportunità di lavoro e di disponibilità economica in una delle zone più belle, ma meno agevoli, della vallata dell’Enza e del medio Appennino reggiano.

Un’area povera con una popolazione in gran parte dedita all’agricoltura, spesso all’insegna della mezzadria. Dagli anni ’20 agli anni ’60 alcuni imprenditori privati decisero di sfruttare la forte e peculiare presenza di basalto, una roccia vulcanica dal colore scuro; materiale magmatico consolidatosi milioni di anni fa, probabile testimonianza di un periodo in cui il mar Ligure lambiva le vette della dorsale appenninica.

Il basalto, molto solido, veniva frantumato e destinato a diversi utilizzi in base alla “pezzatura”, ovvero alle dimensioni dei suoi detriti. Dal sito sull’Enza le destinazioni possibili erano tre. La pezzatura più grande e più pregiata, con parti che vanno dai 4 ai 6 centimetri, ha rappresentato per mezzo secolo la base per le costruzione delle massicciate ferroviaria. La ghiaia di media finezza veniva invece usata per ricoprire e solidificare i fondi stradali, prima dell’introduzione dei più rapidi ed economici procedimenti di asfaltatura. La pezzatura più fine che usciva dal vaglio era una polvere sottile destinata soprattutto all’edilizia, come materiale inerte da mescolare a calce e cemento.

I complessi estrattivi principali erano tre. La Cava Gostel sul fianco occidentale di Campotrera, sfruttata dalla seconda metà degli anni ’20 sino al 1939, la piccola cava di Rossennella, attiva per pochi anni, e la cava grande alla Borracciana, alla base della parete meridionale di Campotrera.

Ha funzionato dal 1927 al 1961. È da lì che arrivano ricordi e testimoni. Fra loro quelle di Valter Ciatti, il figlio del Custode della Boracciana Bruno Ciatti. Con lui Laura Mantovani, figlia del capocantiere Angiolino; Carlo Lamberto, figlio del minatore Giovanni, Teresina Ronzoni, sorella del minatore Zario, Sergio Saccheggiani e Giuseppe Viani. (adr.ar.)

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