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Dda: «Processate i traditori dello Stato»

Dda: «Processate i traditori dello Stato»

Chiesto il rinvio a giudizio del viceprefetto Ventura, dei falsi agenti segreti e dei Bianchini

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REGGIO EMILIA. Il viceprefetto e capo di gabinetto Mario Ventura, che coordinava le riunioni del Gruppo Interforze (Girer) per prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione. Daniele Lambertucci, collega di Ventura, dipendente della Prefettura di Modena, addetto all’informatica. Il funzionario dell’agenzia delle Dogane di Campogalliano, Giuseppe Marco De Stavola, residente a Modena. L’avvocato fioranese Giancarla Moscattini. Gli imprenditori di San Felice Augusto Bianchini, la moglie Bruna Braga, il figlio Alessandro, proprio ieri impegnati al processo Aemilia, per scrollarsi di dosso, tra le altre, le imputazioni di concorso esterno in associazione mafiosa, oltre che una agghiacciante contaminazione all’amianto di scuole, centri commerciali, siti di protezione civile. E poi Ilaria Colzi, Alessandro Tufo, Giuliano Michelucci, Giulio Musto, compartecipi della misteriosa società Safi. Quelli che si spacciavano come agenti dei servizi segreti di Stato, per “farsi largo” in Prefettura e sistemare a 30mila euro a pratica le posizioni scomode con le white list delle aziende modenesi.

Sono i nomi che compaiono nella richiesta di rinvio a giudizio depositata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna (magistrati Marco Mescolini e Beatrice Ronchi), con la quale vengono imputati a vario titolo di reati gravissimi. Si va dalla rivelazione di segreti alla minaccia ai Corpi dello stato alle false informazioni al pubblico ministero. Con un aggravante che è un marchio dell’inchiesta Aemilia, in tutte le sue ramificazioni: l’aggravante mafiosa. Insomma: funzionari dello Stato, persone chiamate a difendere lo Stato dalle infiltrazioni mafiose, che si ritrovano davanti ad un giudice con l’accusa opposta. Tutti gli indagati, 11 in tutto, sono considerati complici con l’ex senatore Carlo Giovanardi, all’epoca membro della Commissione antimafia del Parlamento. E oggi pure lui indagato con l’aggravante mafiosa. (a.s.)

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