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Il Consiglio superiore di Sanità: «Non si esclude la pericolosità»

«Non può essere esclusa la pericolosità della cannabis light». È quanto ha affermato ieri il Consiglio superiore di Sanità (Css) in un parere richiesto dal ministero della Salute sul tema, in...

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«Non può essere esclusa la pericolosità della cannabis light». È quanto ha affermato ieri il Consiglio superiore di Sanità (Css) in un parere richiesto dal ministero della Salute sul tema, in riferimento ai «prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa» – venduti nei cosiddetti “canapa shop” diffusi in tutta Italia – ma dei quali «non può essere esclusa la pericolosità».

Il Css raccomanda quindi che non sia consentita la libera vendita. I prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa sono attualmente venduti nei “canapa shop” come un prodotto da collezione, dunque non destinato al consumo. Ieri poi la novità dell’uscita in edicola della rivista con allegata una busta da un grammo della stessa pianta. Il Css mette però in guardia rispetto ad un possibile uso di tali prodotti, avvertendo che «non può essere esclusa la pericolosità» della cosiddetta cannabis o marijuana light. Per questo raccomanda che siano «attivate nell’interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita». E subito si è scatenata una ridda di reazioni, politiche e non. «Seguo con grande attenzione la questione – ha affermato in una nota il ministro della Salute Giulia Grillo –. Il precedente ministro della Salute, il 19 febbraio scorso, ha chiesto un parere interno al Consiglio superiore di sanità e ha investito della questione l’Avvocatura generale dello Stato. Non appena riceverò l’esito delle valutazioni, assumerò le decisioni necessarie».

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