Gazzetta di Reggio

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Meno del 50% dei reggiani utilizza il Wi-Fi pubblico

di Roberto Fontanili
Meno del 50% dei reggiani utilizza il Wi-Fi pubblico

I dati di una ricerca che sarà presentata in un convegno oggi all’Hotel Posta  Il 74% dei cittadini nell’ultimo anno è entrato una volta sul sito del Comune

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REGGIO EMILIA . Non basta creare e incrementare i servizi digitali da parte della pubblica amministrazione, ma occorre comunicare che esistono e, soprattutto, insegnare ai cittadini il loro utilizzo. Altrimenti il divario tra chi li utilizza e chi non è in grado di farlo farà aumentare ulteriormente l’analfabetismo digitale.

Un rischio che il Comune di Reggio cerca di evitare con corsi rivolti a cittadini di tutte le fasce di età: i risultati della ricerca sulla trasformazione digitale di Reggio, promossa dallo stesso Comune in collaborazione con il Club Digitale di Unindustria e l’Università Bocconi di Milano, confermano che Reggio si sta digitalizzando. Un percorso in realtà a macchia di leopardo in base all’età, al livello di istruzione e alla zona di residenza. I dati della ricerca, oggi al centro del convegno in programma alle 10 all’Hotel Posta, sono stati anticipati ieri dall’assessore Valeria Montanari, da Andrea Storchi di Unindustria e da Anna Riccioni del Servizio Pianificazione del Comune.

La ricerca, che ha coinvolto 500 persone (dai 18 agli 80 anni) e le 50 aziende che fanno parte del Club Digitale di Unindustria, ha fatto emergere che tra i servizi digitali offerti dal Comune i cittadini giudicano di prioritario interesse quelli legati ai Servizi alla persona (in particolare quelli per anziani, giovani e servizi scolastici), poi i Servizi istituzionali (tra cui spicca l’Anagrafe, il servizio di Polizia Locale) e per ultimo quelli legati al Territorio–ambiente–mobilità.

Per quanto riguarda i servizi online, ha spiegato l’assessore «il 74% della popolazione ha usato il sito internet del Comune nell’ultimo anno». In particolare gli utenti hanno navigato per trovare informazioni sui servizi offerti nel 67,9% dei casi, per comunicare con l’amministrazione nel 16%, per seguire le pratiche avviate nel 7,4% e solo nel 4,5% dei casi per pagare i tributi locali. Infine meno del 50% dei cittadini reggiano ha usato il Wi-Fi pubblico e in pochissimi usano il canale Telegram (11%).

Positivo anche il giudizio, sempre a detta di Valeria Montanari, «sull’accessibilità del sito con una valutazione particolarmente positiva per i servizi online per il prestito libri. Infine sono giudicati utili i servizi che richiedono un livello limitato di conoscenza informatica e organizzativa, mentre risultano più complicati quelli per scuola, anagrafe, sosta Ztl».

Risultati che hanno fatto dire ad Andrea Storchi di Unindustria che è prioritario colmare il gap digitale, che riguarda anche i giovani, dal momento che ci sono aziende che hanno difficoltà individuare figure professionali preparate. Dal canto suo l’assessore ha invece sottolineato che la ricerca ha consentito di individuare anche i bisogni e le criticità e «ha indicato dove investire per incrementare i servizi più richiesti e apprezzati dalla popolazione e dalle stesse aziende».

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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