Reggio Emilia, mamma picchiata dai genitori delle bulle che minacciavano la sua bimba
Bimba di 10 anni presa di mira da due sorelline nella Bassa reggiana: la madre va dalla coppia per chiedere di intervenire. Ma i genitori invece di sgridare le figlie se la prendono con lei a suon di pugni, minacce e strappandole i capelli
BASSA REGGIANA. Era stanca di vedere tornare la sua bimba di 10 anni a casa tra le lacrime, offesa da due sorelle e compagne di scuola, addirittura minacciata dalle stesse, che sono peraltro vicine di casa. Una trappola fatta di vessazioni dalla quale la madre ha tentato di liberarla rivolgendosi più volte ai genitori di quelle due terribili sorelline.
Proprio per interrompere quelle aggressioni verbali verso la figlioletta si è recata direttamente dai genitori delle due sorelle- per l’ennesima volta - chiedendo un loro intervento per placare quegli attacchi inconsulti. Ma la risposta dei due genitori, però, è stata violentissima. Invece che trovare aiuto e comprensione, la madre è finita in ospedale tumefatta, presa a pugni dai genitori delle sorelline, rivelatisi ben più pericolosi delle bimbe.
Le hanno quasi asportato un pezzo di scalpo dalla testa: la vittima è rimasta infatti senza capelli, strappati con violenza dalla coppia che ha dato sfogo a un impeto di inaudita violenza. Una vicenda corredata da foto raccapriccianti, referti medici e querela, giunti ieri in un’aula del tribunale di Reggio, dove sono stati sentiti i primi testimoni dal giudice Sarah Iusto. Insegnanti, conoscenti, e quanti potranno dirimere la causa per stalking e lesioni che vede ora alla sbarra la violenta coppia di genitori che hanno aggredito fisicamente la mamma, senza lesinare insulti in precedenza anche al padre.
La viceda si svolge nella bassa reggiana: alle prime rimostranze della loro bimba, due anni fa, i due genitori - poi vittime a loro volta - pensano che si tratti di screzi tra ragazzine. Poi, però, quegli screzi si rivelano minacce fino ad aggressioni fisiche in danno della figlia, che le racconta ai genitori esterrefatti: «Una di loro mi ha anche preso a schiaffi», dirà infatti la figlia.
Da lì la prima visita ai genitori delle due sorelline. In prima istanza il padre - collega peraltro dell’altro padre - le riprende, ma le minacce a scuola non si placano: «Dillo ai tuoi insegnanti» le dicono, ma gli atti di bullismo persistono e la situazione degenera. Anche il padre delle sorelline incomincia a insultare i genitori della bimba. L’autista del bus scolastico conferma alla coppia che la bimba è oggetto di bullismo.
Cominciano quindi ad accompagnarla in auto alla fermata ma lì trovano la madre delle bimbe che insulta l’altra: «Tu non sei una madre - le avrebbe urlato - ti spezzo, ti ammazzo, ti faccio morire». Gli insulti e le minacce diventano quotidiani: «Se non ti ammazzo io lo faranno delle persone che conosco» dice il marito violento al collega e vicino di casa.
Un assedio, talmente grave per la famiglia che decide di denunciare l’altra famiglia. I genitori - non gravati da precedenti - sono stati quindi rinviati a giudizio e il processo è in corso, con le vittime costituitesi in giudizio con l’avvocato Costantino Diana: «Situazione grave e al limite, i miei assistiti chiedono solo che le figlia possa vivere in pace e tranquillità».
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