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Reggio Emilia, volantini contro la Cgil: "Provocazione fascista"

Reggio Emilia, volantini contro la Cgil: "Provocazione fascista"

Il gruppo di destra Progetto Nazionale attacca volantini in via Roma con la scritta «Ttra Pdemosessuali e immigrati, lavoratori dimenticati». Il sindacato: "Ennesima provocazione fascista"

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REGGIO EMILIA   «Ttra Pdemosessuali e immigrati, lavoratori dimenticati». Accompagnata dall'immagine di un ragazzo di colore con la pettorina della Cgil e da una foto che ritrae Susanna Camusso al fianco di un uomo che indossa una t-shirt con scritto "genitori rainbow", questa scritta è comparsa questa mattina affisa alle sedi della Cgil di Reggio Emilia, Bologna e Modena.

"Durante la notte sono stati affissi sulle vetrate della Camera del Lavoro che affacciano in via Roma manifesti di chiara matrice fascista - scrive la Cgil di Regigo - Si tratta della seconda volta in pochi mesi, già lo scorso 8 marzo la Camera del Lavoro era stato oggetto dello stesso tipo di intimidazione: manifesti fascisti,  razzisti e omofobi che provano a veicolare odio e disprezzo verso il prossimo e verso le fasce più deboli della società".

In particolare, a Bologna, oltre che all'ingresso degli uffici regionali, i volantini sono comparsi al centro stranieri e sulla sede di Teorema, il centro servizi della cgil. È «Progetto Nazionale», con un comunicato, a rivendicare la paternità dei manifestini affissi anche Reggio Emilia.

Il motivo della contestazione? eccolo: «Da anni ormai i principali sindacati italiani, Cgil in testa, hanno accantonato tutte le battaglie in favore dei lavoratori e delle famiglie italiane; palesando un progressivo abbandono delle originarie lotte in favore di altre più in voga e soprattutto di maggior interesse».

Scrive ancora «Progetto Nazionale»: «Vediamo come oggi Cgil e altri sindacati corrano in piazza per difendere il business dell'accoglienza e per sostenere le rivendicazioni delle lobbies lgbt. Da una parte migliaia di esseri umani vengono trasportati in mezzo al mare da un continente all'altro con l'unica prospettiva di diventare manodopera a basso costo e merce di scambio tra ong e cooperative, dall'altra sostenere le lobbies lgbt favorisce diverse dinamiche di mercato e nuovi profittevoli business come l'utero in affitto».

Il tutto, «a scapito dei lavoratori che oggi si ritrovano abbandonati, indifesi e dimenticati da un sindacato che non li ritiene più prioritari e che oggi preferisce occuparsi di altro»

PROVOCAZIONI FASCISTE  "La firma è del gruppo Progetto Nazionale - scrive la Cgil in un cominicato - che, dalla sua pagina facebook, rivendica la paternità  dei manifesti affissi non solo davanti alla sede della Cgil di Reggio Emilia, ma anche di Modena, Bologna, Mantova, Crema, Pavia, Treviso e Bolzano.

La CGIL di Reggio Emilia, profondamente antifascista e antirazzista, non si lascerà intimidire da queste provocazioni. Certo è che queste ci parlano dello sdoganamento di un clima di crescente intolleranza e di aggresività verbale e sociale, in cui i peggiori istinti, bruttezze morali e derive fasciste sono sempre più legittimate nel dibattito pubblico e nella narrazione politica del nostro Paese.

La Cgil di Reggio Emilia, presidio civile e democratico sul terriorio, continuerà ad essere argine a tutto questo, convinti proprio che partendo dalla tutela dei più deboli si garantiscano i diritti di tutti. E che attraverso giustizia sociale e conoscenza si possa costruire una società inclusiva, aperta, antifascista e più giusta.

Chiediamo a tutte le forze democratiche di rigettare ogni rigurgito fascista, xenofobo e omofobo facendo sentire la propria voce e facendosi soggetto attivo nella quotidianità di ciascuno".

 

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