Aemilia, nuovo attacco dei legali alla Corte
Impugnata con un ricorso in Cassazione anche l’ultima ordinanza con cui non si è sospeso il processo
REGGIO EMILIA. Ormai nel maxiprocesso Aemilia è muro contro muro fra difensori e collegio giudicante.
Il tutto a suon di ricorsi in Cassazione (gli avvocati) e di ordinanze (la Corte).
Ieri nella cancelleria penale del nostro tribunale è stato depositato il ricorso in Cassazione (firmato da alcuni avvocati) che aggredisce anche l’ordinanza in cui – nell’udienza del 7 giugno scorso – i tre giudici (Francesco Caruso, Cristina Berettti ed Andrea Rat) hanno replicato alla bomba giudiziaria fatta esplodere nell’aula-bunker dall’avvocato Luca Brezigar che non solo ha letto le motivazioni con cui la Cassazione ha ritenuto “abnorme” la decisione presa nella primavera 2017 dalla Corte sul versante dello sciopero dei penalisti, ma ha anche chiesto di «sospendere le udienze almeno fino al 4 luglio, giorno in cui la Corte costituzionale si pronuncerà nel merito». Inflessibili i tre magistrati giudicanti che con una nuova ordinanza hanno affermato che “l’attività processuale resta valida” negando la sospensione richiesta. È quest’ultima ordinanza che è stata impugnata con un atto firmato da diversi avvocati. Una “mossa” che – visti i tempi, quasi un anno, impiegati dalla Cassazione nel primo ricorso – potrebbe avere un pronunciamento a maxiprocesso già chiuso, con il problema che allora avrebbe ripercussioni in sede di Appello.
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