«Auto infermieristica, stop a Correggio»
Il nuovo servizio, così com’è, preoccupa lavoratori e sindacati, che chiedono un incontro immediato con la direzione Ausl
CORREGGIO. È tutt’altro che risolta la querelle tra sindacati e lavoratori da un lato e direzione aziendale dall’altro, in merito all’introduzione dell’auto infermieristica, per ora nella sola fascia nottura, nel distretto di Correggio. Ieri le due maggiori sigle sindacali della categoria Sanità pubblica, Cgil e Cisl, hanno inviato alla direzione generale e sanitaria una richiesta urgente d’incontro sul tema specifico, legato al territorio di Correggio, e la sospensione immediata nel distretto della “sperimentazione”.
È vero infatti che la novità rientra in un piano più generale di riorganizzazione a livello provinciale – definito «ambizioso» e di «potenziamento» dal direttore sanitario Cristina Marchesi in risposta all’attacco dell’Usb Sanità – di cui erano stati resi partecipi, a suo tempo, tutti i soggetti coinvolti. Ma su come sia stato concretizzato nel territorio correggese, lavoratori e sindacati nutrono ora forti preoccupazioni e chiedono chiarimenti.
Da lunedì scorso, nel distretto di Correggio, dalle 20 e fino al mattino entra in servizio l’auto infermieristica, ma in assenza di automedica, che dunque è in servizio solo nelle ore diurne.
«Dopo qualche giorno dall’avvio, i lavoratori ci hanno chiesto di intervenire e abbiamo indetto un’assemblea per capirne le ragioni», spiegano Elena Strozzi e Gennaro Ferrara, responsabili provinciali Sanità pubblica rispettivamente della Cgil e della Cisl.
«Il tema è molto delicato e servono punti certi, garanzie sugli organici – aggiunge Strozzi –. Vogliamo capire bene in cosa consista questa “fase intermedia della sperimentazione” a Correggio di cui parla Marchesi e come intendano completarla. A noi era stato prospettato un inserimento dell’auto infermieristica in affiancamento all’automedica. Invece a Correggio ci ritroviamo, di fatto, con il turno notturno affidato solo all’auto infermieristica. Va bene che i dati elaborati dicono che tra la mezzanotte e le 7 non si rilevano chiamate in codici rosso. Ma da lunedì l’automedica il servizio lo cessa alle 20. Il rendez-vous con l’automedica inviata da altro territorio è sempre possibile, è vero. Ma così i tempi di intervento necessariamente si dilatano».
E spiega come cambi rispetto a prima l’organizzazione del lavoro notturno: «Fino a domenica scorsa – spiega Strozzi – al pronto soccorso di Correggio c’erano due infermieri di turno e un medico che, in caso di necessità, usciva a bordo dell’automedica con uno dei due infermieri, mentre l’altro rimaneva al ps con la possibilità di chiamare un medico internista, se necessario. Ora, in caso di chiamata per un intervento esterno, a muoversi è solo uno dei due infermieri».
«L’incontro con la direzione aziendale non è urgente – tuona Ferrara – è urgentissimo. È dal 2015 che l’azienda ci parla di progetti innovativi. Ma il piano che ci era stato presentato sull’auto infermieristica a Correggio è stravolto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
