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Canapa “light”, chi se la fuma e chi la usa per fare té e tisane

Canapa “light”, chi se la fuma e chi la usa per fare té e tisane

Val d’Enza: l’arrivo della rivista contenente l’insolito gadget ha provocato diverse reazioni Edicolanti divisi, ma è molto richiesto. Le casalinghe lo usano contro il mal di testa e l’insonnia  

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VAL D’ENZA. È polemica all’indomani dell’iniziativa lanciata dalla rivista “The Botanist”, in vendita nelle edicole con bustine contenenti un grammo di cannabis light, cioè leggera, con il principio attivo Thc inferiore ai limiti di legge.

Per il momento non vige alcun divieto alla vendita. E tutto viene lasciato alla libera decisione degli edicolanti. I quali, su questo argomento, anche in Val d’Enza dimostrano di dividersi. Dubbi e polemiche sorgono spontanei alla luce del parere sfavorevole alla vendita espresso dal Consiglio superiore della Sanità, che dice: «Non può essere esclusa la pericolosità della cannabis light». Per questo raccomanda che siano «attivate nell’interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita».

La rivista “The Botanist”, distribuita assieme agli altri giornali e riviste, ha fatto arrivare in tutte le edicole le buste con un grammo di cannabis.

Attualmente non è illegale il commercio della canapa a basso contenuto psicotropo, che resta comunque vietato ai minori di 18 anni. Il prodotto viene proposta come sostenibile ed ecologico: «la pianta del futuro». Fino a metà del secolo scorso, infatti, la pianta veniva normalmente coltivata in Italia per produrre tessuti.

Curiosando tra le edicole della Val d’Enza il giorno dopo la novità, si trovano tantissimi curiosi che vogliono vedere da vicino di che cosa si tratta. Fuori dall’edicola di Montecchio un 45enne ammette di avere acquistato la rivista con la bustina di canapa per fumarla.

A Montecchio e Bibbiano, le maggiori consumatrici sembrano però essere le donne, specialmente casalinghe, che comprano le bustine per farne té o infusi curativi: per il mal di testa cronico oppure per l’insonnia.

Altri edicolanti sono contrari alla vendita. In un negozio di Sant’Ilario la rivista è stata messa in un angolo, e viene consegnata solo su esplicita richiesta dei clienti. Anche l’edicola della Barcaccia di San Polo ha scelto di non esporre la rivista in vetrina o accanto ai giornali: «L’edicola – affermano i gestori – resta un luogo molto frequentato da mamme con i bambini. Come spieghiamo loro che il prodotto è proibito fino ai 18 anni?».

Dubbi che altri non hanno invece dimostrato, mettendo anzi in risalto l’arrivo della rivista con l’insolito gadget e promuovendola con cartelli e scritte.

In effetti le vendite, dopo la diffusione della notizie, sono aumentate e pochi rinunciano a «fare il proprio mestiere», anche se non manca chi, invece, si rivolge addirittura ai carabinieri per porre la domanda: «Ma posso venderla davvero?» (da. al.)

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