Il nodo idraulico rinnovato a sei anni dal terremoto
Inaugurato l’impianto di sollevamento che serve la Bassa Bonaccini: «No ai colpi di spugna sulle infrastrutture»
REGGIOLO. È stato inaugurato ieri mattina a Moglia (Mantova) il nuovo nodo idraulico “Mondine” di via Argine Secchia. La struttura, strategica, è collocata al confine tra l’Emilia e la Lombardia, e ricade per poche centinaia di metri nel territorio lombardo, ma serve un’ampia area del comprensorio emiliano ed è gestito tecnicamente dal Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale.
Il complesso dei lavori realizzati per il nodo idraulico ammonta a circa 20 milioni di euro, in massima parte finanziati dalla Regione Emilia Romagna. La Regione Lombardia, invece, ha cofinanziato le opere di consolidamento del fabbricato.
Oggi l’innovativo impianto idrovoro di ultima generazione, perfettamente inserito nel paesaggio circostante e con un impatto ambientale quasi impercettibile, essendo in gran parte sottoterra, è capace di sollevare fino a 50 mila litri al secondo per immetterli direttamente nel Secchia e nella nuova chiavica emissaria sul Secchia, che protegge il territorio dalle piene del fiume.
Inoltre il nuovo impianto di sollevamento irriguo garantisce la risorsa idrica per un’agricoltura di pregio in un’area di circa 30 mila ettari nella pianura modenese in sinistra Secchia.
L’intervento è stato complessivamente ultimato in 6 anni esatti dal terremoto, con il collaudo dell’idrovora avvenuto il 4 giugno scorso.
La progettazione dell’impianto di Mondine è stata interamente ideata dai tecnici consortili e sono stati realizzati in massima parte da qualificate imprese locali.
Gli apparati elettromeccanici utilizzano tecnologia nazionale. Particolare attenzione è stata riservata all’esigenza di conservare e salvaguardare il valore paesaggistico ed architettonico del sito, mitigando, per quanto possibile, l’impatto dei nuovi manufatti e comunque cercando di mantenere un’armonia tra la parte nuova e quella storica.
Da questo punto di vista, il sito rappresenta un modello, forse unico a livello nazionale, di un nodo idraulico al servizio delle tre funzioni storiche della bonifica: scolo, irrigazione e difesa idraulica.
Gli impianti storici del 1925 sono affiancati da opere di ultima generazione.
Sono intervenuti all’incontro Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna; Francesco Vincenzi, presidente nazionale Anbi; Simona Maretti, sindaco di Moglia; Monica Guida della Regione Emilia Romagna; Paola Zanetti del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale; Franco Zambelli, commissario del Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale. Ha moderato il giornalista Andrea Gavazzoli.
Il presidente Bonaccini, in questa occasione, ha lanciato un monito al governo: «Non siamo servi di nessuno. Non vogliamo che per propaganda politica vengano cancellate infrastrutture (leggi autostrada Cispadana, ndr) già approvate dalle istituzioni locali».
Dopo la benedizione di don Alberto Ferrari, parroco di Moglia, il sindaco Simona Maretti ha avuto l’onore di far partire la prima idrovora. Al termine la visita all’impianto.
Mauro Pinotti
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