Gazzetta di Reggio

Reggio

La “buona accoglienza” della rete reggiana

La “buona accoglienza” della rete reggiana

Firmato dalle cooperative sociali un documento che detta le priorità: dialogo e integrazione 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Percorsi di cura personalizzati e differenziati, accoglienza diffusa sul territorio, dialogo e comprensione tra persone e culture e, da qui, un'integrazione capace di superare sospetti e diffidenze e di rappresentare un’opportunità di crescita per soggetti e comunità. Sono questi alcuni dei principali obiettivi del documento sottoscritto dalle organizzazioni che a Reggio Emilia operano nel campo dell'accoglienza straordinaria dei richiedenti asilo. Un lungo testo che, partendo dalla “Carta della buona accoglienza” siglata nel 2016 tra ministero degli Interni e Alleanza delle Cooperative Italiane, fissa filosofie, obiettivi e metodi di lavoro comuni nella gestione di un servizio che «vuole assicurare accoglienza dignitosa alle persone che giungono nel nostro territorio dalle aree più povere del mondo e, al contempo, sicurezza e reale integrazione nei territori in cui i richiedenti asilo sono accolti». Il documento – sottoscritto dal Ceis e dalle coop sociali aderenti a Confcooperative Centro sociale Papa Giovanni XXIII, Coress Piccolo Principe, Dimora d'Abramo, La Vigna, L'Ovile e Madre Teresa – riassume in dieci punti i principali impegni legati ai servizi di accoglienza, evidenziando il sostegno e l'accompagnamento delle persone in percorsi individuali che ne promuovano l'autonomia nelle relazioni con gli altri e la capacità di orientarsi nei nuovi contesti, il principio dell'accoglienza diffusa sul territorio in strutture con limitati numeri di ospiti e un'organizzazione della convivenza che punti sulla responsabilità individuale, l'impiego di équipe di lavoro multidisciplinari con personale specializzato.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google