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La Guardia di Finanza scova 71 evasori totali

di Ambra Prati
La Guardia di Finanza scova 71 evasori totali

Il bilancio del comando provinciale nel 244esimo anniversario del corpo  Nascosti al Fisco 232 milioni. Il colonello Piccinini: «In crescita le fatture false»

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REGGIO EMILIA. «Nei primi cinque mesi dell’anno abbiamo registrato un aumento delle false fatture. Una frode molto diffusa nella nostra provincia: ne sono state emesse, per lo più da ditte di medie dimensioni, per un valore di 71 milioni di euro. In un anno e mezzo scovati 71 evasori totali, che restano stabili come numero, ma aumenta l’importo sottratto al fisco. Per il resto ci troviamo al cospetto di problemi indici di una realtà economica com’è quella di Reggio Emilia, con forte vocazione all’import-export». Così il colonnello Roberto Piccinini, comandante provinciale della Guardia di Finanza, commenta il bilancio dell’anno scorso e dei primi cinque mesi del 2018, resi noti dal comando di via Mazzini in occasione del 224esimo anniversario della fondazione delle Fiamme Gialle. In città sono 150 i finanzieri in servizio, tra Nucleo di Polizia Tributaria e Gruppo, più le due Tenenze di Correggio e Guastalla, con una quindicina di uomini ciascuna.

FRODI FISCALI. In quasi un anno e mezzo sono stati 71 gli evasori totali scoperti, soprattutto nei settori del commercio e dell’edilizia. Non si tratta di “pesci piccoli”, bensì di soggetti economici cui fanno capo considerevoli volumi d’affari: in totale hanno sottratto a tassazione 232 milioni di euro.

Un arrestato e 213 i denunciati per violazioni penali tributarie, in gran parte fatture per operazioni inesistenti, l’omessa o infedele dichiarazione dei redditi e l’occultamento o distruzione della contabilità.

Sono state sviluppate 8 ispezioni in materia di evasione fiscale internazionale: gli escamotage più usati sono la residenza fittizia di persone fisiche, l’interposizione di trust e la delocalizzazione dei redditi.

In totale sono state eseguite 92 indagini di polizia in materia di reati tributari, 551 verifiche e controlli fiscali sull’Iva e altri tributi, 4.093 controlli strumentali (3.281 su scontrini e ricevute fiscali e 812 sul trasporto delle merci). Sulla base di queste verifiche sono stati proposti sequestri preventivi (per la successiva confisca) pari a circa 70 milioni. Inoltre sono stati individuati 31 lavoratori irregolari e 20 datori di lavoro verbalizzati per impiego di manodopera irregolare.

TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA. Nell’ambito della tutela della spesa pubblica (monitoraggio delle imprese che godono di incentivi comunitari, fondi al servizio sanitario nazionale, controllo degli appalti pubblici e dei rimborsi Inps) sono stati requisiti oltre 2 milioni di euro.

CRIMINALITÀ ECONOMICA. Per criminalità economico-finanziaria si intendono i reati ai quali si applica la normativa antimafia, anche se gli autori non hanno nulla a che fare con le cosche. Ad esempio il riciclaggio (304 segnalazioni); le banconote false (ritirate 970 banconote, la maggior parte tagli da 20 euro, per un totale di 35mila euro); la bancarotta fraudolenta (44 denunciati, che hanno sottratto beni per 12 milioni di euro). E la casistica più classica, coloro che presentano una sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio effettivo: 64 soggetti (55 persone fisiche, 9 società) finiti nei guai, con sequestri per 11 milioni.

TUTELA DEI CONSUMATORI. Tra marchi contraffatti e pirateria, sono state denunciate 32 persone e sequestrati 18.600 articoli tra capi d’abbigliamento, elettronica e giocattoli.

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