Spedisce con un corriere un pacco di coca
Dominicano 24enne accusato di traffico internazionale. Denunciati due reggiani che lo ospitavano
REGGIO EMILIA. Gli inquirenti ritengono di aver acceso i fari su un nuovo modo d’importare dall’estero la droga in Italia.
Secondo la ricostruzione fatta, dalla Repubblica Dominicana, suo paese d’origine, tramite un conoscente ignaro aveva spedito un pacco a Reggio Emilia, in un appartamento vicino al parco Andrea Mantegna (zona via Compagnoni) dove risultava ospite di due reggiani: ad uno di questi ultimi era indirizzata la spedizione “scottante”. Difatti all’interno della confezione c’erano 360 grammi di cocaina. Per questo motivo Stevent Diaz, dominicano di 24 anni, è finito in carcere per acquisto, importazione e introduzione illegale in Italia di sostanza stupefacente. Mentre i due italiani, entrambi di 25 anni, sono stati denunciati per il medesimo reato. Il valore commerciale della cocaina sequestrata è stimata in oltre 80mila euro. L’indagine è scaturita dal controllo della scatola, operato dall’Ufficio delle Dogane di Bergamo e dai carabinieri del Nas di Parma, nell’ambito del monitoraggio dell’importazione illegale di sostanze dopanti. Stavolta, però, gli esperti dell’aeroporto di Orio al Serio hanno rinvenuto della cocaina, contenuta, insieme a materiale promozionale, nel doppio fondo della scatola di cartone indirizzato al reggiano, del quale Diaz era ospite, mentre il corriere è risultato estraneo ai fatti: non sapeva di essere stato “usato”. A quel punto, avvalendosi della collaborazione dei carabinieri di Reggio Emilia, sono stati eseguiti ulteriori accertamenti per risalire al mittente, individuato in Diaz. Ed è emerso che il plico, una volta giunto in Italia tramite l’ignaro corriere, sarebbe dovuto essere recapitato al domicilio dei due italiani, ritenuti complici. I carabinieri hanno provveduto a rintracciare il reale mittente e a eseguire l’arresto per traffico internazionale di droga.
Nel corso dell’operazione, oltre alla cocaina, sono stati sequestrati alcuni grammi di hascisc e un bilancino di precisione.
Ieri, in carcere, il difensore Giuseppe Caldarola ha sollevato davanti al gip Cristina Beretti la questione della competenza territoriale, ritenuta fondata dal giudice che ha bloccato l’udienza di convalida dell’arresto per trasferire gli atti in procura a Bergamo (il plico è stato intercettato in aeroporto), facendo così slittare l’interrogatorio. Sarà comunque in tribunale a Bergamo l’inizio di una battaglia legale, in quanto il dominicano si professa innocente. (am.p.-t.s.)
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