Volantini contro la Cgil: «Provocazione fascista»
Reggio Emilia, i manifesti affissi in via Roma nella notte rivendicati da “Progetto nazionale”. «I sindacati aiutano migranti e omosessuali e si dimenticano dei lavoratori»
REGGIO EMILIA. Nuovi manifesti rivendicati da Progetto nazionale sono apparsi nella notte tra giovedì e ieri nelle sedi della Camera del lavoro di Reggio Emilia (all’ingresso dello Spi), Bologna, Modena, Mantova, Crema, Pavia, Treviso e Bolzano, mentre uno striscione è stato affisso vicino alla sede regionale del capoluogo emiliano-romagnolo.
«Tra pdemosessuali e immigrati, lavoratori dimenticati»: questo il testo scritto nei volantini sui quali svettano l’immagine di un ragazzo di colore con la pettorina della Cgil e una foto con Susanna Camusso a fianco di un uomo che indossa una t-shirt con scritto “genitori rainbow”. Il motivo della contestazione di Progetto nazionale?
Eccolo: «Da anni ormai i principali sindacati italiani, Cgil in testa, hanno accantonato tutte le battaglie in favore dei lavoratori e delle famiglie italiane; palesando un progressivo abbandono delle originarie lotte in favore di altre più in voga e soprattutto di maggior interesse». Scrive ancora Progetto nazionale: «Vediamo come oggi Cgil e altri sindacati corrano in piazza per difendere il business dell'accoglienza e per sostenere le rivendicazioni delle lobbies Lgbt. Da una parte migliaia di esseri umani vengono trasportati in mezzo al mare da un continente all'altro con l'unica prospettiva di diventare manodopera a basso costo e merce di scambio tra Ong e cooperative, dall'altra sostenere le lobbies Lgbt favorisce diverse dinamiche di mercato e nuovi profittevoli business come l'utero in affitto». Il tutto, «a scapito dei lavoratori che oggi si ritrovano abbandonati, indifesi e dimenticati da un sindacato che non li ritiene più prioritari e che oggi preferisce occuparsi di altro» .
Da parte sua, la Cgil di Reggio Emilia ribadisce il suo no a questa deriva fascista affermando che «continuerà ad essere argine a tutto questo, convinta proprio che partendo dalla tutela dei più deboli si garantiscano i diritti di tutti. E che attraverso giustizia sociale e conoscenza si possa costruire una società inclusiva, aperta, antifascista e più giusta. Certo è che queste provocazioni ci parlano dello sdoganamento di un clima di crescente intolleranza e di aggressività verbale e sociale, in cui i peggiori istinti, bruttezze morali e derive fasciste sono sempre più legittimate nel dibattito pubblico e nella narrazione politica del nostro paese».
Ferma la posizione di Luigi Giove, segretario generale Cgil Emilia Romagna: «Non passa giorno, ormai, senza una provocazione fascista alle Camere del Lavoro dell’Emilia Romagna. Anche questa notte le nostre sedi sono state imbrattate con messaggi razzisti, xenofobi e omofobi. Le nostre Camere del Lavoro sono da sempre il luogo in cui trova concreta applicazione la Costituzione. Noi difendiamo e tuteliamo, lottiamo e rivendichiamo diritti per tutti i lavoratori e le lavoratrici, i disoccupati e i pensionati». «Fascisti, xenofobi e omofobi sappiano – conclude Giove – che la Cgil dell’Emilia Romagna non si lascerà intimidire, siamo certi che costoro saranno consegnati, come è già accaduto, alle pagine buie della storia: quelle dedicate agli sconfitti, ai perdenti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
