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Alla fiera “Enovitis” arriva il trattore elettrico reggiano

Alla fiera “Enovitis” arriva il trattore elettrico reggiano

REGGIO EMILIA. Una delle più interessanti novità, che i quasi 10 milioni di viticoltori che hanno partecipato ad “Enovitis in campo” nei giorni scorsi hanno potuto vedere in anteprima, è stato il...

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REGGIO EMILIA. Una delle più interessanti novità, che i quasi 10mila di viticoltori che hanno partecipato ad “Enovitis in campo” nei giorni scorsi hanno potuto vedere in anteprima, è stato il trattore elettrico. La manifestazione nazionale della meccanizzazione viticola – itinerante e che ha toccato anche Fabbrico – è stata l’occasione per confermare le caratteristiche di genialità dei reggiani in fatto di tecnologia agricola. Oggi in effetti, quando per le note problematiche ambientali e di sostenibilità anche nell’ambito della meccanica agricola si inizia a pensare al trattore con motorizzazione elettrica, emerge che nella nostra provincia macchine così all’avanguardia esistono già da ventun anni.

Era in effetti il 1997 quando Gianpietro Nasi, viticoltore e frutticoltore di Rolo di Reggio Emilia, trasformò il suo Landini R 25, anno di costruzione 1960, in un trattore ibrido. Ibrido nel senso di doppia motorizzazione: classica ed elettrica. Nasi, una passione inesauribile per la meccanica supportata da capacità innate e coltivate instancabilmente, ha saputo sfruttare la sincronizzazione della presa di potenza con il cambio per generare l’avanzamento elettrico del trattore. Per far questo ha utilizzato un pacco di batterie di un vecchio transpallet e un motore elettrico che attraverso una cinghia dentata imprime movimento ad un riduttore. In questo modo da 21 anni a questa parte Pietro Nasi utilizza la sua “Landinetta” ibrida come silenzioso mezzo di traino sia per la potatura che la raccolta. Addirittura guidandola a distanza con un comando a filo.

«Con questo motore elettrico – spiega Nasi con modestia – ho trainato normalmente carri d’uva del peso complessivo di 50 quintali ed ho sempre lavorato per un giorno intero. Alla sera la metto a ricarica ed il giorno dopo si riparte. Il mio personale non è più disposto a lavorare con un motore acceso». Nasi ha costruito queste attrezzature per pura passione ed in occasione di “Enovitis in Campo” è stato sollecitato a presentare a tutti i visitatori la sua opera, che è stata esposta all’ingresso della sala congressi presso l’agriturismo Vitae dell’azienda dei Fratelli Fantini a Fabbrico in via Naviglio, suscitando parecchia curiosità tra i visitatori. A conferma delle potenzialità offerte dalla motorizzazione elettrica, Nasi ha portato anche una soluzione di allestimento che potrebbe essere definito “portatile” o mobile, perché installabile su ogni trattrice a mezzo del classico attacco a tre punti per gli attrezzi. Portare una esperienza acquisita nel settore da decenni su una problematica di estrema attualità, e farlo proprio nel tempio della meccanica agricola, giocando in casa, non è cosa di poco conto.

Claudio Corradi

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