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In carcere per rapina con spray urticante

In carcere per rapina con spray urticante

Brescello, 26enne condannato a due anni: usò la bomboletta per impossessarsi di un cellulare

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BRESCELLO. Arrestato e condotto in carcere per scontare una pensa di due anni e cinque giorni di reclusione, a causa di fatti risalenti al gennaio del 2014.

E’ quanto accaduto a un 26enne di Brescello, che quattro anni e mezzo fa aveva rapinato del telefono un suo coetaneo di Rubiera. Il brescellese, all’epoca dei fatti, aveva risposto all’annuncio inerente la vendita di un iPhone, pubblicato su un sito internet che si occupa della compravendita di prodotti tra privati, dando appuntamento al venditore in un parcheggio di Rubiera per concludere la trattativa.

Al momento dello scambio, però, l’acquirente ha estratto uno spray urticante, rivolgendolo e utilizzandolo verso il volto del venditore, per poi fuggire in possesso del telefonino a bordo di una macchina condotta da un complice.

Per quei fatti le indagini dei carabinieri hanno permesso di identificare sia l’autore materiale della rapina che il suo complice, anche lui della stessa età e sempre residente a Brescello. Entrambi sono stati denunciati alla procura del tribunale di Reggio Emilia per il reato di concorso in rapina aggravata.

In tutti questi mesi si è svolto l’iter processuale, che ha infine portato l’autore materiale della rapina a una condanna a due anni e cinque giorni di reclusione. La sentenza è quindi diventata esecutiva, con l’Ufficio esecuzioni penali della procura che ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione.

Il provvedimento è stato poi trasmesso ai carabinieri della stazione brescellese. I militari hanno prima condotto il 26enne in caserma per le formalità di rito, per poi trasferirlo in carcere.

A lui i carabinieri – nel corso delle indagini condotte nel 2014 – erano risaliti grazie alla descrizione fornita dalla vittima, che non ha riportato ferite nell’aggressione, e grazie a un importante testimonianza che aveva consentito ai militari di acquisire il modello e la targa dell’auto usata per la fuga, poi risultata di proprietà del padre del complice. Proprio su quell’auto fin da subito si sono indirizzate le indagini.

Le attività investigative sono poi proseguite con l’identificazione dell’autore materiale della rapina, riconosciuto peraltro in occasione di una seduta di individuazione fotografica dalla stessa vittima. Un elemento che non ha lasciato scampo al 26enne, per il quale si sono così aperte le porte del carcere. (a.v.)

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